Luci e ombre sulla centrale

Colonnella. Progetto biomasse nel mirino per le emissioni. Marconi: «Solo strumentalizzazioni politiche»

Luci e ombre sulla centrale

COLONNELLA. IMPIANTO BIOMASSE: LUCI E OMBRE. Non si placano le polemiche intorno alla centrale biomasse in corso di realizzazione nel Comune di Colonnella, in provincia di Teramo. Prima erano stati gli ambientalisti del Wwf, poi del comitato di cittadini Aria Nostra, infine La Destra a criticare apertamente la fattibilità del progetto. Sulla questioone è intervenuto uno dei bersagli della polemica, l'assessore all'ambiente, Francesco Marconi. «Sul progetto dell’impianto a biomasse di Colonnella si continuano a fare strumentalizzazioni e speculazioni politiche, gettando fumo negli occhi dei cittadini», ha detto Marconi. «Un recente studio di Renovo, azienda del gruppo Fingest che opera nel campo delle rinnovabili in collaborazione con Legambiente e Cgm (nel quale convergono 80 consorzi territoriali e mille cooperative sociali) evidenzia - aggiunge l'assessore - la grande opportunità che si profila per le regioni dell’Italia centrale, dalla Toscana all’Abruzzo, dall’uso delle biomasse con la possibilità di ottenere, attraverso la realizzazione di piccole centrali alimentate attraverso combustibile, proveniente esclusivamente dalla filiera corta, uno sbocco sicuro per i sottoprodotti agricoli - che ad oggi sono soprattutto costo -, manutenzione dei boschi e, soprattutto, la creazione di oltre 24mila posti di lavoro, che contrasterebbero in maniera significativa il problema dello spopolamento delle aree interne»

IL PARTITO DEL "NO". Secondo Marconi «questo vuol dire vedere l’ambiente come risorsa da valorizzare: sono oggettivamente insostenibili le ragioni del “partito del NO”, che partendo da posizioni precostituite osteggia ogni progetto di sviluppo del territorio». Non manca una staffilata al consigliere provinciale indipendente, Riccardo Mercante, «sta alimentando una grande confusione. Il parallelo tra l’impianto a biomasse di Colonnella e il pirogassificatore della Val d’Aosta è del tutto fuori luogo, in quanto nel secondo caso si parla di un impianto che utilizza i rifiuti; mentre il progetto di Colonnella riguarda esclusivamente cippato di legna. Ancora una volta si ripropone lo “strabismo” politico di chi esprime in Abruzzo ferma condanna agli impianti di valorizzazione energetica da rifiuti, mentre sostiene la loro realizzazione in altri territori, plaudendo alle innovative soluzioni tecnologiche, come avviene nelle vicine Marche, in provincia di Torino o ad Empoli»

IL PROBLEMA ARIA E I SOSPETTI. In merito ai quesiti avanzati dal comitato Aria Nostra, che denunciavano gravi pericoli per la qualità dell'aria (polveri sottili) e, dunque, per la salute dei cittadini Marconi ha risposto ch «avranno risposta dall’Arta, sicuramente, né può essere altrimenti, le attività dell’impianto proposto a Colonnella dovranno essere in linea con i rigorosi parametri previsti in materia di emissioni in atmosfera dalle vigenti normative, come del resto avviene per qualsiasi attività produttiva che genera scarichi in atmosfera». Per quanto concerne, infine, ogni riferimento alla sua partecipazione nella compagine sociale «tengo a ribadire, come ho già documentato, che non detengo alcuna quota di partecipazione nella società promotrice del progetto».

Redazione Independent

mercoledì 21 novembre 2012, 16:39

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