Legnini spiega Monti

Il senatore teatino è il relatore della Legge di Stabilità: «Sacrificio enorme ma necessario per ridurre il debito»

Legnini spiega Monti

LEGGE STABILITA’,  LA RELAZIONE DI LEGNINI. «Il lavoro fatto è stato enorme ed importante, ma la questione sociale sempre più acuta nel nostro Paese e la necessità di dare impulso a politiche di stimolo dell'economia e dell'occupazione ci impongono la necessità di individuare nuovi spazi finanziari, senza compromettere gli obiettivi di equilibrio del bilancio pubblico e di riduzione del debito. E' questa l'enorme sfida che abbiamo di fronte e che mi auguro che possiamo avviare, seppur in modo limitato per i noti  vincoli finanziari e temporali già con questa legge di stabilità». Lo ha affermato il senatore abruzzese del Pd Giovanni Legnini intervenendo in commissione Bilancio del Senato come relatore di maggioranza sulla legge di stabilità (ex legge finanziaria). Questa, ha sottolineato Legnini, «è l'ultima sessione di bilancio prima della fine della legislatura, nel corso della quale ed in particolare nell'ultimo anno con il Governo Monti, è stato prodotto un enorme sforzo di consolidamento che vede il Paese completare un ambizioso percorso di risanamento e raggiungere, in modo riconosciuto da tutti gli organismi internazionali, il proprio obiettivo di medio termine nel 2013 e ciò nonostante le enormi difficoltà congiunturali e la crisi dei debiti sovrani con il nostro Spread che ha raggiunto in alcune fasi livelli elevatissimi. Il nostro Paese ha riconquistato dignità e fiducia internazionale ma tutt'ora si trova ad affrontare sfide straordinarie. In un arco temporale ristretto è cambiato tutto finanche il lessico, oltre che la sostanza, che accompagna le decisioni finanziarie e di riforma che impattano sulla Finanza Pubblica. La mole di interventi attuativi ed in itinere è enorme e non siamo ancora in grado, anche per effetto della mancata attuazione di molte misure decise nell'ultimo anno, di valutarne l'efficacia, gli effetti finanziari e la sostenibilità sociale».

RILANCIO DELL'ECONOMIA. Fra i diversi interventi per il rilancio dell’economia «è stata disposta l'istituzione di un fondo per la concessione di un credito per la ricerca e lo sviluppo, destinato in particolare alle piccole e medie imprese e alle reti impresa, nonché alla riduzione del cuneo fiscale. Il fondo è finanziato mediante la progressiva riduzione degli stanziamenti di bilancio destinati ai trasferimenti e ai contributi alle imprese, anche sulla base del c.d. rapporto Giavazzi. Analogo impatto di carattere programmatico, con valenza sistemica, assumono le norme che anticipano al 2013 la destinazione delle maggiori entrate strutturali derivanti dall'attività di contrasto all'evasione al Fondo per la riduzione della pressione fiscale.

POLITICHE SOCIALI. Tra gli interventi di maggior rilevo sociale vanno richiamati l'incremento, per il 2013, di 300 milioni di euro del Fondo nazionale per le politiche sociali, di 200 milioni del Fondo per le non autosufficienze, nonché di 50 milioni di euro del Fondo integrativo per la concessione di borse di studio».

VICENDA "ESODATI". Per quanto concerne i cosiddetti «esodati», sottolinea il senatore Pd, «è stata ampliata la platea dei soggetti salvaguardati, che passa così a circa 130.000 soggetti, prevedendo che le disposizioni previgenti alla legge «Fornero» continuino a trovare applicazione anche nei confronti di altri, ulteriori, lavoratori. Per il finanziamento degli interventi si prevedono risorse per un totale di 554 milioni nel periodo 2013-2020, da reperire attraverso gli eventuali risparmi accertati da precedenti interventi normativi per la tutela dei salvaguardati. Nel caso in cui tali economie non siano sufficienti, scatta la clausola di salvaguardia attraverso il blocco nel 2014 della rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici (inclusi i vitalizi percepiti da coloro che hanno ricoperto o ricoprono cariche elettive nazionali e regionali) superiori a sei volte il minimo Inps».

DISASTRI E CALAMITA'. Infine, per far fronte alle calamità che si sono abbattute su gran parte del territorio nazionale, sono stati stanziati, per il 2013, «250 milioni per interventi nelle regioni e nei comuni colpiti dagli eventi alluvionali di novembre 2012 e 40 milioni di euro per i territori colpiti da eventi atmosferici ed alluvionali (Liguria e Toscana; Veneto; provincia di Messina; Marche ed Emilia Romagna; Calabria e Basilicata)».

mercoledì 05 dicembre 2012, 18:25

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