Le otturazioni diventano intelligenti grazie a un nuovo materiale antibatterico

La prevenzione dentale guarda al futuro e mette in campo nuove modalità per combattere l’insorgenza di uno dei principali problemi che riguardano l’igiene orale: la carie

Le otturazioni diventano intelligenti grazie a un nuovo materiale antibatterico

LE OTTURAZIONI DIVENTANO INTELLIGENRI GRAZIE A UN NUOVO MATERIALE ANTIBATTERICO. La prevenzione dentale guarda al futuro e mette in campo nuove modalità per combattere l’insorgenza di uno dei principali problemi che riguardano l’igiene orale: la carie. E’ in corso infatti la ricerca e sviluppo di un nuovo materiale intelligente, da utilizzare nell’ambito delle otturazioni, che risolve il problema delle carie ricorrenti nei denti che vengono curati dal dentista.

Capita non di rado che i batteri patogeni che generano la carie restingo sul dente nel tempo, anche dopo che lo stesso è stato otturato. Questi, nel tempo, vanno a produrre una nuova carie, agendo soprattutto sul margine che unisce la parte di dente rimasta e l’otturazione. L’igiene e la prevenzione dentale è da sempre un tema molto delicato e importante da affrontare, e per far si che ognuno possa prendersi cura al meglio della propria dentatura, oltre ai dentisti, anche portali internet come https://dottordentista.com/ offrono preziosi consigli sul tema dell’igiene orale. Dottordentista è un servizio in grado di garantirvi le indicazioni e le giuste cure per risolvere al meglio ogni genere di problema o fastidio dentale, ed è un sito destinato ai pazienti che sono alla ricerca di una risposta semplice e precisa ai loro specifici casi.

Tornando al tema delle otturazioni intelligenti, la scoperta è stata effettuata dagli esperti della Univesity of Toronto Faculty of Applied Science & Engineering, ed è stata pubblicata sulla nota rivista Scientific Reports. Viste le possibilità di recidiva delle carie curate con le normali otturazioni, l’idea dei ricercatori è stata quella di realizzare un materiale intelligente, basato su nanoparticelle che si assemblano fra di loro. I materiali riempitivi odierni contengono sostanze antibatteriche, ma queste ultime hanno un effetto limitato nel tempo una volta che l’otturazione è stata eseguita. Dopo poche settimane il dente si ritrova ad essere scoperto e nuovamente a rischio di ammalarsi e contrarre una nuova carie.

 

La patologia della carie ricorrente è un problema che i dentisti devono affrontare ogni giorno, e può essere dovuta a molti fattori tra cui: morfologia del dente, malposizione delle arcate dentarie, traumi occlusali, preparazione inadeguata delle cavità, abitudini d’igiene orale del soggetto. Ma anche le resine composite utilizzate oggi hanno un punto debole, quello di essere soggette a contrazione durante la polimerizzazione, non permettendo una sigillatura ermetica perfetta come invece garantivano le otturazioni di una volta effettuate con l’amalgama.

Il nuovo materiale è caratterizzato dalla presenza di minuscole particelle contenenti prodotti anticarie, particelle in grado di autoassemblarsi andando ad aumentare la densità del farmaco. In questo modo l’effetto antibatterico dura molto più a lungo, anche molti anni dopo l’effettuazione dell’otturazione, massimizzando così la densità del farmaco e la sua efficacia nel tempo.

Al momento la ricerca e il relativo nuovo prodotto scoperto sono nella fase di test e sperimentazione, se il materiale le supererà in modo positivo, arriveremo un giorno all’introduzione, nell’ambito odontoiatrico, di un materiale per otturazioni che andrà a rivoluzionare quanto visto e utilizzato finora per la cura delle carie. Tutto questo a beneficio del paziente finale, che vedrà la possibilità di conservare nel modo migliore i propri denti, anche nel caso in cui gli stessi siano soggetti a carie frequenti.

Redazione Independent

lunedì 26 febbraio 2018, 15:40

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