Le "grane" regionali 'Grande Pescara' e 'Garante Detenuti' approdano all'Emiciclo

Forza Italia e M5S uniti nel progetto di legge sulla fusione di Pescara-Montesilvano-Spoltore. Rita Bernadini in pole position ma forse non sarà nominata

Le "grane" regionali 'Grande Pescara' e 'Garante Detenuti' approdano all'Emiciclo

LA DIFFICILE SETTIMANA POLITICA DEL CONSIGLIO REGIONALE. Domani, martedì 24 novembre, il Consiglio regionale d'Abruzzo discuterà al Palazzo 'I.Silone' di alcuni temi spinosissimi per la maggioranza di centrosinistra: ovvero quello relativo al progetto di legge sulla fusione amministrativa di Pescara-Montesilvano e Spoltore nella 'Nuova (o Grande) Pescara' e la nomina del Garante Detenuti Abruzzo che si attende da mesi e sulla quale non c'è concordanza da parte della maggioranza di centrosinistra. Sarà fumata bianca o ci saranno ancore rinvii, come capitato durante l'ultima assise pubblica?

LA GRANDE PESCARA: SI O NO? Come è noto il progetto di fusione del nuovo soggetto amministrativo incontra parecchie resistenze a livello territoriale per ragioni facilmente compresibili. Pescara, indebitata fino al collo, ha già detto sì, Montesilvano piena di debiti tace e Spoltore, coi conti a posto, invece grida no. C'è un patto tra MoVimento 5 Stelle e Forza Italia per superare questo "impasse" o dubbio 'dalfonsico' che finora non è stato chiaro sul tema verso il quale si sono dimostrati favorevoli corporazioni (CNA) ed associazioni di industriali. 

LA 'SPINA' RITA BERNARDINI. L'ex segretario dei Radicali Italiani Rita Bernardini, 63 anni, è il candidato in pectore per ricoprire il ruolo di Garante Detenuti Abruzzo ovvero quella figura "meritevole" di occuparsi di un tema così delicato: i diritti umani. C'è il dubbio sollevato da alcuni giuristi candidati e dai 'grillini' che l'onorevole romano sia probabilmente incandidabile, causa precedenti penali passati in giudicato a causa della sua attività in favore della legalizzazione della cannabis. Tra i nomi in corsa ci sono: Paolo Albi, ex consigliere comunale di centrodestra a Teramo; Giorgio Lovili, ex segretario generale del Comune dell’Aquila; Manlio Madrigale del centro di Civicrazia di Chieti; Gianmarco Cifaldi, professore di Sociologia all’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara; Rosita Del Coco, docente di Diritto penitenziario a Teramo; Carlo Di Marco, prof di Scienze politiche a Teramo; Antonio Di Biase, docente di Diritto civile all'Università di Foggia; Fabio Nieddu, ex responsabile della Croce Rossa di Chieti; Ariberto Grifoni; Danilo Montinaro, psichiatra; Francesco LoPiccolo, giornalista e presidente di Voci di Dentro; Fiammetta Trisi, direttore dell’Ufficio detenuti e trattamento del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria di Pescara; l'avvocato Salvatore Braghini.

IL CANDIDATO (SUB)DIRETTORE. C'è anche il direttore di AbruzzoIndependent.it Marco Manzo, 40 anni, 40 anni, laureato in Economia all'Università di Bologna con specializzazione presso l'Universidad de Buenos Aires, presidente di PiùAbruzzo e collaboratore de 'Il Fatto Quotidiano' nell'elenco degli aspiranti Garante Detenuti Abruzzo. Qualora dovesse venire incaricato del ruolo, ipotesi tuttaltro che probabile, verrebbe adottato un piano d'azione "concreto" per la tutela della dignità degli uomini e delle donne privati della libertà che prevede azioni finalizzate al recupero, alla reintegrazione sociale ed all’inserimento nel mondo del lavoro. "Senza l'affiancamento di un team valido - spiega il dott. Manzo - questo ruolo non avrebbe senso perchè le competenze di ciascuno, seppur validissime, andrebbero ad annacquarsi nel mare magnum dei problemi che riguardano il mondo della detenzione e, quindi, non riuscirebbero nello scopo per il quale tale figura è prevista dalla convenzione dell’Onu contro la tortura. PiùAbruzzo è espressione di competenze come medici, notai, commercialisti, psicologi, informatici, docenti, editori, giornalisti, architetti, penalisti, ingegneri, imprenditori ed esponenti del mondo del volontariato. Nel nostro programma c'è la sottoscrizione di un documento, di durata triennale e rinnovabile, che importerà l’assunzione di misure finalizzate al recupero e al reinserimento di persone con problemi di tossicodipendenza, che sono il maggior numero, creando occasioni di lavoro all’esterno con soggetti privati, anche di pubblica utilità, ed il sostegno di iniziative alternative alla detenzione".

Redazione Independent

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lunedì 23 novembre 2015, 15:21

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