Le Province? Sono salme

La polemica più inutile dell'estate: la fusione degli Enti di Pescara e Chieti. Ma invece toglierle entrambe, no?

Le Province? Sono salme

LA 'QUERELLE' DELLE PROVINCE - Prosegue, stucchevole più che mai, la discussione sul futuro delle province abruzzesi: ed, in particolare, su quell di Pescara e Chieti, segno evidente di una profonda debolezza culturale, prima ancora che politica. Come è noto, infatti, l’Italia è il primo paese al mondo per numero di soggetti pubblici chiamati a gestire le medesime funzioni amministrative. Pensate - soltanto per fare un esempio - che la California, grande come la penisola italiane, nochè più densamente popolata, ha soltanto un organo amministrativo centrale oltre ai sindaci delle città appartenenti allo Stato più a Ovest degli Stati Uniti D'America. Dunque siamo il paese che ha il numero maggiore di centri di spesa (noti anche come “centri di costo discrezionale”) che fanno esattamente le stesse cose. per fare esattamente le stesse cose. 

IL 'CASO' DEL TURISMO - Di turismo, oggi in Italia, se ne occupano (spesso senza neppure parlarsi) lo Stato, E.n.i.t., Regioni, Province, Comuni, Circoscrizioni, Comunità montane, Pro Loco, Sistemi Turistici Locali, decine di migliaia di associazioni private finanziate con risorse pubbliche ed in parte ancora l’A.P.T.R. Un fiume di denaro speso senza logica, senza programmazione scientifica, senza misuratori oggettivi di efficacia della spesa, senza addirittura la possibilità di escludere che gli investimenti, ove incompatibili tra loro, possano risultare controproducenti ed azzerare tra loro i rispettivi effetti. E' necessario continuare a spendere tutto questo denaro per avere dei risultati sempre più modesti? Perchè negli altri paesi tutto ciò non accade?

BEN VENGA IL TAGLIO DI MONTI - Le Province, nonostante da più parti si sostenga che sono utili, non servono più a nulla. Quali sono le funzioni che svolgono rapportate ai loro costi? Oggi quegli Enti, anacronistici, hanno una produttività amministrativa che, rapportata ai costi che i cittadini devono sostenere per tenerle in piedi, è vicina allo zero. Dunque, la polemica sul taglio della provincia di Pescara, che dovrebbe essere accorpata a quella di Chieti, è sterile. Basterà, infatti, toglierle entrambe ed assegnare le funzioni di loro competenza ad altri organi già esistenti (per esempio la Regione?). Oppure, forse, è una questione di mantenere delle poltrone lautamente pagate? Valter Catarra, il presidente della provincia di Teramo, addirittura ha lanciato un sondaggio su facebook per tentare di capire cosa ne pensano i cittadini (se volete dire la vostra il link https://www.facebook.com/provinciateramo). Ma che stiamo scherzando: quegli Enti sono salme ed è inutile tentare di rianimarli con attività di marketing politico. Siamo fuori strada? Mmm...no, no, no!

Marco Le Boeuf

 

mercoledì 11 luglio 2012, 16:31

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