Storia del canile che affoga

Riceviamo e pubblichiamo un'inchiesta di due attiviste sul problema della struttura di via Raiale post-alluvione

Storia del canile che affoga

IL CANILE ALLUVIONATO. Il recente alluvione abbattutosi su Pescara, che ha causato situazioni di grave emergenza al Canile Municipale, sembra ormai un lontano ricordo. Ci siamo recate in visita al rifugio di via Raiale in una domenica mattina soleggiata, quasi estiva. Tra le feste e le manifestazioni di affetto degli amici a 4 zampe, ospiti della struttura, ci hanno accolto i volontari della sezione pescarese della Lega del Cane, gestore della struttura comunale. Sono una ventina i ragazzi della Lega che si alternano quotidianamente nella cura dei 100 cani presenti e balzano immediatamente all'occhio la loro dedizione alla "causa" e il rapporto di fiducia e di affetto che hanno stabilito con i "pelosi".  A questo, però, fa da contrasto l'inadeguatezza dei locali del canile. E' lampante l'inefficienza dello spazio e delle attrezzature a: garantire il benessere dei cani, facilitare le attività dei volontari e (ultimo ma non ultimo) incentivare le visite e le adozioni da parte dei cittadini.

IL TRASFERIMENTO DEL CANILE. Sappiamo tutti che la struttura dovrà essere trasferita perché il suo sito é ormai destinato alla Città della Musica, in via di ultimazione, ma non possiamo non sottolineare cosa accade oggi: primo perché la maggior parte dei pescaresi non sa (ne siamo convinte); secondo perché é auspicabile un futuro migliore di quello attuale per il nostro Canile Municipale e siamo fiduciose che il nostro Sindaco metterà in gioco tutte le risorse affinché questo accada. Oggi i box che ospitano i cani non sono dotati di coperture sufficienti al riparo dalle intemperie, e a poco servono i teli sintetici montati fortuitamente. Molte delle reti metalliche di recinzione sono in uno stato di ossidazione che probabilmente renderà i box irrecuperabili; la casupola attorno a cui si snodano i box (cioé il  locale che per norma dovrebbe ospitare ambienti per il lavaggio, un ambulatorio e servizi igienici per il pubblico), é una vecchia pre-esistenza fatiscente; il solo guardare i fili (esterni, ovviamente) dell'impianto elettrico bruciati dai cortocircuiti ci ha spaventato. Nota positiva: le cucce nei box in legno massello davvero di buona qualità, quasi esagerata.

LA STORIA DEL CANILE. La storia del nostro Canile Municipale sembra piuttosto sfortunata. Noi l'abbiamo seguita e ne ricordiamo i punti salienti. Anno 2005: la passata Amministrazione spende 300.000 euro per la realizzazione di un nuovo rifugio in Via Prati, costruzione che nel 2009 viene interrotta perché l'Asl riscontra presenza di veleni nel terreno (a nostro avviso é fuori da ogni logica che la spesa sia stata fatta prima che l'Asl facesse le dovute verifiche, ma questa é un'altra storia). Anno 2011: é un anno che sembra iniziare con aspettative di grandi miglioramenti per la vita del Canile; l'allora Assessore alla Tutela del Mondo animale (Panzino) annuncia ai media l'investimento di 40.000 euro per la messa a norma. Finalmente viene nominato un Responsabile Sanitario dell'Asl che operi in rapporto di stretta collaborazione con la Lega del Cane e la Presidente della sezione locale (Piera Rosati), nominata proprio a inizio anno a seguito di un commissariamento della precedente gestione. Oggi più che mai ricordiamo che è compito, legislativamente sancito, del Comune occuparsi della questione di evidente interesse pubblico. Auspichiamo una migliore allocazione (non certo vicino ad un fiume a rischio esondazione) dei nostri amici "pelosi", nonchè in una maggiore ottimizzazione di risorse e sinergie tra tutti gli organismi preposti alla gestione del rifugio.



Maria Grazia Sabatini
Lorenza Tornar

lunedì 24 settembre 2012, 16:32

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