La partita della morte

Il Cagliari passeggia sulle ceneri del Pescara con una doppietta del Cobra (Sau). Espulso Weiss nel finale

La partita della morte

PESCARA 0 CAGLIARI 2 (LA PARTITA DELLA MORTE. Finisce come peggio non si può. E pensare che sarebbe dovuta essere la partita della vita per il Pescara. Invece la definiremo come la partita della morte, in senso lato, ovviamente. La morte ufficializzata di una squadra, quella di mister Bergodi, che non è riuscita a sostenere il peso di questa fase importante del campionato. La morte conclamata di una società che quest'anno è apparsa davvero sopravvalutata per la serie A: sulla graticola il direttore sportivo Delli Carri, sempre mal sopportato dai tifosi del Delfino. Il diesse è reo di non aver messo in piedi una squadra degna di questo nome. Oggi ce n'è per tutti, perché non si può affrontare una gara decisiva con questo piglio inesistente. I giocatori avrebbero dovuto avere tutti il sangue agli occhi, ma la verità è, probabilmente, che nessuno dei chiamati in causa ha del sangue in corpo. Squadra e società svuotate, e ora anche contestata giustamente da parte del pubblico di Pescara che al termine non ha potuto fare altro che applaudire gli avversari, arrivati in Abruzzo per fare punti. Loro sì, che sono arrivati all'Adriatico con questo intento.

LA GARAPrime schermaglie all'8' quando Ekdal entra in area biancazzurra e Blasi è abile a contrastarlo senza commettere fallo quando si trovava in posizione pericolosissima. Partita monotona col Pescara un po' bloccato: solo al 22' si vedono i biancazzurri con un tiro di D'Agostino, su sponda di Caraglio, ma il suo destro dal limite è largo. Ancora Pescara al 28' con una bella combinazione nata da una punizione di D'Agostino: tacco di Bocchetti al limite e conclusione di Rizzo di prima intenzione, con palla schiacciata troppo a terra. Risponde seccamente il Cagliari con Ibarbo che si gira in area biancazzurra in un fazzoletto, eludendo Bocchetti, e impegna Perin a terra. Brivido per i tifosi del Pescara al 38' con Casarini che, con una strana parabola, costringe Perin alla parata in due tempi. Fiammata strepitosa di Weiss al 42': lo slovacco si accentra da sinistra e lascia partire una cannonata in diagonale e solo un intervento magistrale di Agazzi consente al pallone di incocciare il palo per poi allontanarsi.

LA RIPRESA. La ripresa parte con l'infortunio a D'Agostino (sostituito da Bjarnason) e la conclusione di Avelar dal limite parata da Perin. È il preludio al vantaggio del Cagliari con un colpo di testa di Sau che uccella non solo Perin, ma tutti i centrali biancazzurri, incapaci di contrastarlo. Poi ci prova Cossu su punizione, ma Perin è attento. Nulla può l'estremo del Pescara ancora su Sau al 62': indisturbato, l'attaccante sardo, insacca girandosi in mezzo all'area adriatica tra le statuine biancazzurre. L'espulsione di Weiss nel finale la dice lunga su tutta la gara.

IL TABELLINO (PESCARA 0 - CAGLIARI 2)

Reti: 52' e 62' Sau

Pescara: Perin, Zanon (64' Caprari), Bocchetti, Bianchi Arce, Zauri, Blasi (76' Vukusic), D'Agostino (48' Bjarnason), Rizzo, Weiss, Caraglio, Celik. In panchina: Pelizzoli, Cascione, Capuano, Abbruscato, Modesto, Balzano. All. Bergodi

Cagliari: Agazzi, Ariaudo, Nainggolan, Cossu (72' Cabrera), Avelar, Pisano, Rossettini, Ekdal (88' Eriksson), Ibarbo, Sau (81' Andreson), Casarini. In panchina: Avramov, Ribeiro, Perico, Pinilla. Al. Pulga

Ammoniti: Zauri, Zanon, Ekdal, Cabrera, Blasi

Espulso: 90' Weiss

Arbitro: Andrea Gervasoni di Mantova. Assistenti: Riccardo Di Fiore di Aosta e Luca Maggiani di La Spezia. IV Ufficiale: Fabrizio Posado di Bari. Addizionali: Domenico Celi di Bari e Fabrizio Pasqua di Tivoli




Fernando Errichi

domenica 17 febbraio 2013, 17:02

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