La morte del generale Dalla Chiesa ed il memoriale Moro

Nel 1982 sull'A112 l'auto del generale venne crivellata a colpi di Ak47. I sospetti e le ombre su un omicidio forse di Stato

La morte del generale Dalla Chiesa ed il memoriale Moro

31 ANNI FA VENIVANO ASSASSINATI IL GENERALE DELLA CHIESA SUA MOGLIE E L'AGENTE DI SCORTA. Correva l'anno 1982, quando il 3 settembre l' A/112 con a bordo i coniugi Dalla Chiesa, venne crivellata a colpi di kalashinkov, mentre Domenico Russo, l'agente di scorta che seguiva l'auto del prefetto a bordo di un'alfetta, veniva trucidato a colpi di mitra AK-47. Oggi numerose autorità erano presenti in via Carini per commemorare la figura di Carlo Alberto Della Chiesa, di sua moglie Emanuela Setti Carraro e dell'agente Domenico Russo trucidati 31 anni fa. Tra esse c'erano il ministro dell'interno Angelino Alfano, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone ed il figlio del generale, Nando Della Chiesa, il cui nome è legato a numerose battaglie per i diritti civili. Il Presidente della Repubblica ha inviato un messaggio al neo prefetto di Palermo Francesca Cannizzo per onorare la nobile figura di Della Chiesa assunto, per Napolitano, "a simbolo per la ferrea determinazione e la coerenza nell'adottare innovative strategie e nel condurre quindi una più incisiva ed efficace azione contro le organizzazioni terroristiche e mafiose".

CONDANNATI I RESPONSABILI MATERIALI DELL'OMICIDIO DI STAMPO MAFIOSO. I responsabili materiali dell'eccidio, Vincenzo Galatolo, Antonino Madonia sono stati condannati all'ergastolo, mentre Francesco Paolo Anzelmo e Calogero Ganci sono stati condannati a 14 anni di reclusione ciascuno. I mandanti dell'omicidio Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Pippo Calò, Bernardo Brusca e Nené Geraci, sono stati condannati tutti all'ergastolo.

LA MORTE DI DELLA CHIESA E IL MEMORIALE DI MORO. Molti lati oscuri del delitto restano ancora da chiarire: per dipanare il bandolo della matassa bisogna risale forse a quando Della Chiesa rinvenì il famoso memoriale che Aldo Moro aveva consegnato alle Brigate Rosse prima di essere ammazzato. Forse fu per questo che venne mandato a Palermo come prefetto per combattere la mafia ma " con gli stessi poteri del prefetto di Forlì", come lo stesso generale aveva dichiarato. Della Chiesa sapeva troppe cose e per questo doveva essere eliminato. L'ombra di Andreotti, il capo della "famiglia politica più inquinata", per molti è collegata alla strage di via Carini. Fu Giovanni Falcone, che sarà eliminato anche lui 10 anni dopo da Cosa Nostra a Capaci insieme agli agenti della scorta, tra i primi a sospettare che la mafia avesse agito in accordo con gli apparati deviati dello stato.

"CI SONO COSE CHE SI FANNO PER GUARDARE SERENAMENTE NEGLI OCCHI I PROPRI FIGLI". A noi piace onorare la memoria di questo servitore dello Stato ricordando le sue parole: "Ci sono cose che non si fanno per coraggio. Si fanno per continuare a guardare serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei propri figli. C'è troppa gente onesta, tanta gente qualunque, che ha fiducia in me. Non posso deluderla".

Clemente Manzo

martedì 03 settembre 2013, 20:07

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