La mappa dei luoghi più cancerogeni in Abruzzo

Dati shock nel report del Forum dei Movimenti per l'Acqua Pubblica. L'aria nell'area metropolitana è irrespirabile

La mappa dei luoghi più cancerogeni in Abruzzo

STOP AL BIOCIDIO: LA MAPPA DEI LUOGHI PIU CANCEROGENI D'ABRUZZO. L'area metropolitana di Pescara, il comune di L'Aquila, la Marsica, Popoli, Bussi e Chieti sono i luoghi più cancerogeni d'Abruzzo.

A confermarlo è uno studio commissionato a quattro esperti (Manzoli, Di Candia, Flacco, Muraglia) dall'Agenzia Sanitaria regionale abruzzese che si fonda sui dati di ricovero per cause tumorali negli ospedali abruzzesi.

Il report è stato condotto secondo questa metodologia in assenza di un Registro dei Tumori che in Abruzzo non è mai stato istituito.

I risultati di questa analisi, basata solo su un approccio descrittivo e non inferenziale, evidenziano comunque alcune situazioni che, secondo gli stessi autori, dovrebbero essere attentamente approfondite e rese oggetto di analisi epidemiologiche di dettaglio. Si legge, infatti, nel documento “In conclusione, questa stima della distribuzione geografica della prevalenza di tumori solidi ed ematologici ha permesso di evidenziare alcune aree critiche, nelle quali il tasso standardizzato di tumori è stato significativamente superiore allo standard regionale in entrambi i trienni considerati”.

Inquietante le informazioni contenute nelle conclusioni: “Dall’analisi della distribuzione geografica dei tumori emergono quattro zone distinte con una prevalenza tumorale significativamente più elevata della media regionale per tutto il periodo considerato: il comune dell’Aquila, il litorale dell'area metropolitana di Pescara, i comuni di Bussi sul Tirino e Popoli, infine una parte dell’entroterra marsicano. Come in precedenza accennato, il comune di Bussi ed il litorale pescarese, nella zona adiacente i tratti terminali dei fiumi Saline ed Alento, sono proprio gli unici due Siti di Interesse Nazionale per motivi di inquinamento ambientale presenti in Abruzzo secondo il Ministero della Salute [16]. ”

A Bussi, a mero titolo di esempio, posto 100 il tasso di prevalenza (SMR) regionale, nel triennio 2006-2008 il tasso è 170 (+70% quindi!) con 265 casi osservati rispetto ai 155 attesi e 152 nel triennio 2009-2011. Pescara ha un tasso di 117 nel triennio 2006-2008 e 118 nel triennio successivo. Si legge nel documento “In particolare, in entrambi i trienni si sono osservati SMR molto elevati (≥140) nel comune di Bussi sul Tirino e nei due comuni adiacenti di Aielli e Cerchio. ”

Per quanto riguarda l'area metropolitana di Pescara da anni movimenti ed associazioni segnalano anche il possibile impatto dell'inquinamento dell'aria, in considerazione dell'influenza sulla salute di polveri sottili (ad esempio, sul cancro al polmone) e di altri inquinanti come gli Idrocarburi Policiclici Aromatici.

Gli autori, d'altro lato, precisano che potrebbero esserci fattori di confusione, come la percentuale di obesi, fumatori e alcolisti che dovrebbero essere considerati nei necessari approfondimenti. In ogni caso così commentano questo aspetto “Ad esempio, nei comuni considerati la percentuale di fumatori (o di alcolisti, o obesi, etc.) potrebbe essere decisamente superiore al resto dell’Abruzzo. D’altro canto, i risultati del Progetto Passi [18] e di altre indagini meno recenti [19-21] stimano la prevalenza di fumatori, bevitori di alcolici e obesi solo di poco superiore alla media regionale nei comuni di Avezzano-Sulmona; addirittura inferiore nel pescarese (non vi sono dati, invece, sui comuni di Bussi e Popoli). Se è logico ipotizzare che tali diversità possano causare differenze nell’SMR dell’ordine del 5%-15%, come quelle osservate nel comune di L’Aquila (che mostra una prevalenza di fumatori, alcolisti e obesi leggermente superiore alla media regionale), è tuttavia meno probabile che valori di SMR oltre 140-150 possano essere esclusivamente causati dalla presenza di fattori di rischio estranei al fumo e all’inquinamento. In ogni caso, se il disegno dello studio non permette di dirimere la questione, ci è comunque utile per confermare l’esistenza del problema in alcuni luoghi e segnalarne eventuali altri. Alla luce dei risultati, è quindi innegabile che siano necessari ulteriori studi specificamente dedicati alle zone segnalate [22].”

Redazione Independent

martedì 21 gennaio 2014, 17:31

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