Medioriente. La linea di pace

A Teramo e Pescara gli studenti riflettono sui diritti umani e sui campi profughi palestinesi

Medioriente. La linea di pace

L'IX EDIZIONE DE "LA LINEA DI PACE". Si conclude giovedì 13 dicembre l'attività del progetto culturale internazionale di cooperazione: “La linea di pace” che hanno coinvolto in Abruzzo più di 700 studenti delle scuole secondarie delle province di Pescara e di Teramo.  Il progetto giunto alla 9 edizione, ideato dall’associazione culturale “Deposito Dei Segni Onlus”, con particolare attenzione alla condizione dei rifugiati palestinesi che vivono nei campi profughi in Libano, durante il mese di novembre, ha promosso riflessioni e dibattiti sui diritti umani tra gli studenti tramite la proiezione di “Frontiers of dreams and fears” (Palestina, 2001), film-documentario della regista Mai Masri sulle condizioni dei campi profughi di Shatila a Beirut (Libano) e di Dheisha a Betlemme (Palestina). Nei giorni scorsi  gli studenti della provincia di Teramo hanno concluso il percorso didattico insieme ad alcuni colleghi universitari presso la Sala Conferenze dell’università di Teramo alla presenza di Diana Carminati e Alfredo Tradadrdi di ISM Italia.

IL PROGRAMMA. Giovedì 13 dicembre la conclusione del progetto “La linea di pace” a Pescara prevede un appuntamento presso l’aula “Federico Caffè” dell’università “d’Annunzio” di viale Pindaro a partire dalle 9,30 con la proiezione del film Private” (per la regia di Saverio Costanzo, racconta di una famiglia la cui casa è situata tra un villaggio palestinese e un insediamento israeliano. L'esercito israeliano decide di occuparla ma, nonostante l'invasione dei soldati israeliani, la famiglia si rifiuta di abbandonarla. Il film ha vinto il Pardo d'Oro al Festival di Locarno 2004, il Nastro d'Argento a Taormina  premio dei sindacati del cinema italiano) ed il David di Donatello e il Film Festival di Cape Town in Sud Africa nel 2005.) A cui seguirà l’intervento di Enrico Bartolomei: “La terra del latte e del miele. Come la Palestina è diventata Israele”. Enrico Bartolomei, laurea in Relazioni Internazionali all'Università di Perugia. E' stato Casco Bianco presso l'Alternative Information Center di Beit Sahour. Attualmente svolge un dottorato di ricerca sul pensiero politico del movimento di resistenza palestinese presso l'Università di Macerata. Ha recentemente curato per Seb27 il volume Pianificare l'Oppressione. Le complicità dell'accademia israeliana.

 Redazione Independent

 

mercoledì 12 dicembre 2012, 13:42

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