La Storia delle Arti Performative in Abruzzo

Il professor Ivan D'Alberto presenterà il suo libro presso mercoledì 12 marzo. Nicola Mette si esibirà in una performance presso l'appartamento Lago

La Storia delle Arti Performative in Abruzzo

LA STORIA DELLE ARTI PERFORMATIVE IN ABRUZZO. Il 12 marzo 2015, alle ore 17.30, presso L’Appartamento LAGO, in via Brera n. 10 a Milano sarà presentato, in anteprima nazionale, il volume CORPO estraneo/straniero – Storia delle Arti Performative in Abruzzo (1913 – 2014) scritto da Ivan D’Alberto e Sibilla Panerai, curatori di CORPO: Festival delle Arti Performative e pubblicato da Verdone Editore (Teramo).  A seguire ci sarà la performance a letto con l’artista di Nicola Mette. L’appuntamento è curato da Sabrina Zimei, tenant events coordinator Appartamento LAGO di Pescara in collaborazione con Stefano Locci, tenant events coordinator Appartamento LAGO di Brera (Milano).

SINOSSI. La pubblicazione ricostruisce in maniera analitica la Storia delle Arti Performative in Abruzzo dal 1913 ai giorni nostri e si pone quale approfondimento centrale del periodo storico compreso tra la seconda metà degli anni ’70 fino alla metà degli anni ’90. Un segmento cronologico che ha visto la regione Abruzzo protagonista della Performing Art grazie al mecenatismo dei Baroni Buby e Lucrezia De Domizio Durini di Bolognano e alla presenza di artisti come Joseph Beuys, Fabio Mauri, Vettor Pisani, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto, Ettore Spalletti, Vanessa Beecroft, Franco Summa, Angelo Colangelo, Gruppo AURA e Sandro Visca. A costoro si aggiungono operatori culturali come Giuseppe D’Emilio, Fabio Leonardis, Enrico Sconci, Alberto Melarangelo e Renato Bianchini, galleristi come Mario Pieroni, Cesare Manzo e Benedetta Spalletti e critici d’arte nazionali ed internazionali tra cui Achille Bonito Oliva, Bruno Corà, Rolando Alfonso e Giacinto Di Pietrantonio. La seconda parte del libro raccoglie testi, comunicati stampa e materiale documentario riguardante il lavoro compiuto dal Museo di Arte Contemporanea di Nocciano (Pescara) dal 2008 al 2013 e da CAPPA Centro di Archiviazione e Promozione della Performing Art di Pescara.

La presentazione del libro sarà arricchita con la proiezione dei seguenti video storici:

- Una rosa sulla neve, Gruppo AURA (W. Zarroli, F. Sfarra, C. Gentilucci, V. Battiloro e S. Nannicola) L’Aquila (1976);
- Gran Serata Futurista 1909 – 1930, Fabio Mauri, L’Aquila (1981);
- VB 12 (Fuori Uso ’95), Vanessa Beecroft, Pescara (1995);
- Noli me tangere – Offendicula, Angelo Colangelo, Pescara (2009);

A LETTO CON L’ARTISTA PERFORMANCE DI Nicola Mette a cura di Ivan D'Alberto e Sibilla Panerai
Direzione della fotografia: Valerio Eugenio Brambilla - Service e organizzazione tecnica: Giuseppe Di Meo

Nicola Mette vive e lavora tra la Sardegna, Roma e Milano, indaga i cambiamenti del comportamento individuale e sociale in diversi ambiti e contesti, locali e globali, dalla sessualità (etero e LGBTI), ai conflitti interiori e geopolitici, nonché problematiche riguardanti l’uomo e la natura dell’uomo.



E’ impegnato da anni in una serie di battaglie per svelare i meccanismi e le contraddizioni delle ipocrisie sociali, politiche e sessuali, cercando però di evitare di cadere nella sfera dei moralisti e degli inquisitori. Per questo motivo Nicola Mette sceglie sempre di mettersi in gioco in prima persona, mostrandosi nella sua sfera più intima e personale, con quelli che la società definisce i “mali”: le psicopatologie, le diversità.

A LETTO CON L’ARTISTA è una performance provocatoria, destabilizzante, che induce il pubblico a condividere un luogo familiare e intimo con uno sconosciuto.
Nel letto, l’artista, vestito di sola biancheria intima, mostra la sua vulnerabilità ascrivendola a luogo ideale in cui la discriminazione, razziale e sessuale, può essere superata grazie alla vicinanza di due corpi diversi ma uguali allo stesso tempo.

Sotto le coperte, nel letto della camera matrimoniale, c’è Nicola Mette vestito con solo biancheria intima che offre il proprio corpo, il suo spazio intimo, personale, un luogo che per molti è ritenuto persino sacro.
L’azione si compie nel momento in cui 10 astanti decidono, uno alla volta, di spogliarsi, compiendo quindi un gesto quotidiano che messo in atto davanti ad un pubblico si trasforma in un rituale di purificazione dai ruoli imposti dalla società: entrare nel letto e trascorrere del tempo con l’artista per abbattere ogni diversità discriminatoria.

La performance non vuole essere un’operazione puramente provocatoria, essa è infatti alla base di un percorso di sensibilizzazione nei confronti delle diversità sessuali che contraddistingue la ricerca estetica di Nicola Mette. Attraverso quest’azione simbolica l’artista dimostra, “immolandosi” e mettendo alla mercé del pubblico il proprio corpo, come l’amore, il sesso e il rapporto tra gli esseri umani avviene secondo modalità comuni, secondo logiche naturali che non contemplano moralismi, tabù, paure e violenze.

Uno scatto esclusivo che ritrae l’artista e chi con lui andrà a letto sarà donato ai partecipanti in grado di superare ogni inibizione e imbarazzo: una serie fotografica, a tiratura limitata, immortalerà questo atto di comunione e fedeltà tra esseri umani, dando vita ad un’opera d’arte.

Redazione Independent

domenica 22 febbraio 2015, 10:54

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