La Proger Chieti regala la vittoria all'Andrea Costa Imola. Tre match ball concessi nel finale

Arriva la sconfitta casalinga contro la Capolista: finisce 69-72. Domenica prossima si va a Brescia per un match fondamentale

La Proger Chieti regala la vittoria all'Andrea Costa Imola. Tre match ball concessi nel finale

FATALE L’INESPERIENZA AI RAGAZZI DI COACH GALLI, LA PROGER REGALA A IMOLA 3 MATCH BALL NEL FINALE. FINISCE 69-72. Che non fosse la più facile delle partite era abbondantemente preventivato alla vigilia, vista la caratura della vicecapolista e l’incertezza delle condizioni di Isaiah Armwood dopo l’infortunio al ginocchio subito domenica scorsa a Ferrara. Le Furie hanno incontrato una squadra ben strutturata che ha dimostrato di meritare ampiamente il posto che occupa in classifica, ben messa in campo, con una difesa granitica, un giropalla vertiginoso ed una rotazione numerosa sempre ad ottimi livelli. Nonostante tutto, tra mille vicissitudini, i ragazzi di coach Galli sono stati ad un passo dalla vittoria, sfuggita solo a causa di un’inesperta gestione di tre match ball nell’ultimo minuto. Quello che non si riesce ancora a capire, quando siamo ormai alla 19^ di campionato, è come mai la Lega continui a mandare al PalaLeombroni degli arbitri così inadeguati per la categoria, in particolare un certo Materdomini di Grottaglie (TA), che è riuscito a far innervosire, oltre a tutti gli spettatori presenti, anche il misuratissimo staff dirigenziale della Proger, segnale questo che fa molto riflettere sul lavoro che c’è da fare per riportare questo sport ai massimi vertici europei. In una gara in cui ci sono stati diversi problemi tecnici al tavolo, con il tabellone elettronico che ha fatto i capricci per gran parte della gara, causando ben due lunghe interruzioni, le Furie hanno subito eccessivamente la difesa dell’Andrea Costa per tre frazioni di gioco, evidenziando le difficoltà non solo nel giropalla ma perfino sulle rimesse. A tutto ciò si aggiungono l’eccessivo nervosismo causato da decisioni a dir poco grottesche di Materdomini, che è riuscito a far imbestialire perfino il ‘salotto’ del PalaLeombroni, e l’imprecisione al tiro, soprattutto dalla lunetta (11/21), della Proger. Nonostante tutto, i teatini hanno sfiorato un’impresa che per tre quarti di gara sembrava fantomatica e, a conferma di come un buon lavoro viene svolto da persone competenti, si è visto un Vedovato in grande spolvero, galvanizzato anche dall’entrata in quintetto a causa delle incerte condizioni di Armwood. Il giovane padovano ha mostrato progressi importantissimi e, soprattutto, grande sicurezza e personalità sotto i tabelloni, lasciando soddisfatti lo staff della Proger e gli oltre 1200 spettatori.

LA GARA. Lo starting five di coach Galli è composto da Monaldi, Sergio, Piccoli, Lilov e Vedovato, cui risponde coach Ticchi con Sabatini, Hassan, Anderson, Maggioli e Washington. La palla a due è delle Furie, grazie a Jacopo Vedovato che brucia sul tempo Michele Maggioli, più alto di lui di ben 10 cm. Le difese sono entrambe a uomo e la Proger inizia con due assist, uno di Monaldi l’altro di Lilov per Vedovato cui risponde entrambe le volte Maggioli. Sul 4-5 per Imola, le due squadre iniziano una zone press sulle rimesse, ma quella di Imola è asfissiante e causerà nel corso della gara non poche difficoltà alle Furie. Vedovato recupera in difesa un pallone importantissimo e Monaldi ringrazia con una tripla. I teatini sono molto veloci nel giropalla e sembra ci siano le premesse per una partita piacevolissima. A 4:52 dal termine del primo quarto viene fischiato in attacco a Lilov un fallo, il suo 2°, inesistente: coach Galli lo fa riposare e manda in campo Allegretti. Poco dopo inizierà con le rotazioni, inserendo Armwood e Piazza per Vedovato e Piccoli. Imola ha una difesa fortissima, asfissiante, che costringe le Furie per due volte consecutive a tirare al limite dei 24 secondi. A 2:36 dal termine viene convalidato a Washington un canestro con fallo di Piazza, commesso nettamente prima, scaturendo le prime proteste del pubblico teatino. De Nicolao, fratello del più famoso Andrea, giocatore della Grissin Bon Reggio Emilia, realizza dopo aver rubato palla a Piazza, e capitan Sergio perde un altro pallone a metà campo su pressing di Imola. Con il bassissimo punteggio di 9-14 si chiude un primo quarto in cui Imola pian piano ha imposto la propria personalità agli uomini di coach Galli. La seconda frazione pare essere un’appendice della prima: Monaldi ruba palla a De Nicolao ed in entrata subisce un evidentissimo fallo non fischiato. Sul 9-16 si rompe per la prima volta il tabellone elettronico e ci sarà una pausa di oltre 40 minuti, in cui l’arbitro Materdomini ha più volte minacciato di sospendere la partita, facendo innervosire perfino gli addetti alla manutenzione del tabellone, che stavano provando a riparare. E’ palese che c’è un regolamento da rispettare così come è altrettanto palese che non ci sono stati sabotatori al PalaLeombroni nel pre gara. La saccenza e la supponenza di questo individuo sono riuscite ad urtare persino le persone più pacate presenti al palazzetto. Alla ripresa della gara le Furie non hanno ancora smaltito i nervi per le decisioni arbitrali precedenti e rientrano in campo completamente deconcentrate. Coach Ticchi ha intanto messo in campo Patricio Prato, che inizia a salire in cattedra sfoderando il meglio del suo repertorio: prima un assist per Preti, poi due penetrazioni in cui l’attacco imolese gli crea uno spazio infinito, infine in contropiede con palla rubata a Gigi Sergio. Visibilmente preoccupato, coach Galli chiama time out, cercando di scuotere i suoi ragazzi, a 7:45 dal riposo lungo. Qualcosa di buono succede alle Furie, Sergio, Monaldi e Lilov riescono per quattro volte consecutive a penetrare nella difesa romagnola, fino alla quinta in cui Sergio subisce l’ennesimo fallo non fischiato, protesta e prende un fallo tecnico che, non solo altera l’esito della gara, ma imbestialisce il pubblico del PalaLeombroni, che applaude per due minuti sarcasticamente l’arbitro Matredomini. La terna arbitrale è andata totalmente in confusione a causa del protagonismo esagerato del predetto, ogni decisione è fuori controllo, non c’è criterio sulle loro decisioni, le Furie ed il loro pubblico stanno impazzendo dalla rabbia. Si va al riposo col punteggio di 24-39. Si torna in campo con un assist di Piccoli per Vedovato che, prima di andare in lunetta, deve aspettare la seconda interruzione al tavolo per il nuovo guasto del tabellone elettronico. Fortunatamente il problema viene risolto e da qui in poi si potrà assistere ininterrottamente allo svolgimento della gara. Due triple di Maggioli e Hassan ed una schiacciata di Washington, danno ad Imola il massimo vantaggio 30-47 a 5:35 dal termine della frazione. L’unico che non si da’ per vinto è il solito Andrea Piazza, che ruba un altro pallone a De Nicolao e realizza in contropiede. Lo stesso De Nicolao distribuisce però due assist consecutivi a Patricio Prato e a Preti, impattando il punteggio sul 40-55 con cui si chiude il terzo quarto. L’ultima frazione è straordinaria: le Furie non hanno intenzione di mollare e, prima con Lilov poi con Piazza, segnano due triple che riportano la squadra in scia. Coach Galli capisce che Imola è ferma sulle gambe, che ha perso lo smalto iniziale e chiama time out a 5:58 dal termine. Un recupero di Lilov e due falli su Sergio con conseguenti tiri liberi realizzati, riportano la Proger in partita 57-62 a 4:07. Le furie ci credono, il PalaLeombroni anche. Andrea Piazza, sempre lui, indovina una tripla a 1:15 dal termine e fissa il punteggio sul 66-70. Imola è disorientata, perde un pallone per infrazione di campo e sull’azione successiva Isaiah Armwood indovina la tripla del -1 con successivo fallo antisportivo contro Vedovato. Sono i 58 secondi più lunghi della storia: la palla scotta, Jacopo sbaglia i due liberi a sua disposizione ma la rimessa è ancora per le Furie. Con 11 secondi a disposizione per tirare, Armwood perde palla. Il doppio possesso è stato totalmente buttato al vento, segno questo di un’inesperienza ancora ben marcata nelle Furie. A 28 secondi dal termine Allegretti manda in lunetta Washington che realizzza un solo libero: il punteggio è 69-71, Armwood prende il rimbalzo e la Proger può gestire l’ultimo possesso, la partita si può ancora vincere. Il pallone è gestito da Monaldi che da’ l’idea di voler concludere con una tripla. Nel giropalla, Armwood decide di assumersi tutte le responsabilità sbagliando l’entrata a 2:95 dal termine. E’ la fine di un sogno, la partita termina 69-72 ed è ancora più amara per coach Galli, che abbandona il campo visibilmente deluso dopo quest’incredibile rimonta. Entrambe le squadre hanno tirato col 26% da tre punti e col 48% da due. La differenza sostanziale sta nei tiri liberi: 11/21 per Chieti contro 10/15 per gli imolesi. I segnali mostrati da Jacopo Vedovato e la grinta con cui le Furie hanno ripreso una partita che sembrava persa già dal primo quarto, sono segnali incoraggianti che lasciano ben sperare per una salvezza tranquilla. Domenica prossima si va a Brescia, in casa della capolista, che all’andata la spuntò per soli 3 punti. Ci auguriamo di non vedere mai più degli arbitraggi scandalosi come quello di ieri sera per il bene di tutto il basket nazionale, la Lega deve necessariamente fare qualcosa. Forza Furie, per domenica prossima nulla è ancora deciso, credeteci!!!

IL DOPOGARANel dopo gara con Imola in casa Proger c’è tanta amarezza per una partita sfuggita, riagguantata e poi di nuovo sfuggita. Per molti  la responsabilità della sconfitta vede come principali colpevoli gli arbitri e tra questi è Il Vice Presidente Guido Brandimarte, solitamente molto controllato nei giudizi, il più arrabbiato : “ In questi anni, sono sincero, non ho mai visto niente di simile. E’ stato un corollario interminabile di decisioni cervellotiche e prive di senso. Facciamo tanti sacrifici per dare impulso alla pallacanestro e sostenere il movimento e poi siamo costretti a confrontarci con questi arbitraggi. Non vogliamo regali, vogliamo gente competente che non si erga, discutibilmente, a protagonista della scena. Siamo una società che non ha mai protestato ma adesso basta, dicano se vogliono affossarci, mandandoci ogni domenica in casa arbitri come questi. Lo dicano, così ci togliamo di torno da soli e senza essere presi in giro. Stare zitti a questo punto è impossibile, abbiamo mandato giù durante l’anno molti altri bocconi amari ma ora è veramente troppo”. Parole queste, che si commentano da sole, e ben riassumono un pensiero condiviso in società e tra i tifosi. La misura sembra essere colma !

tabellino: Proger Chieti - Andrea Costa Imola 69-72 (9-14,24-39, 40-55) 

Proger Chieti: Piazza 10 (2/3, 2/5), Allegretti 4 (2/2, 0/2), Piccoli, Vedovato 9 (4/5 da due), Sergio 7 (1/4, 0/3), Lilov 14 (4/6, 1/4), Monaldi 12 (3/12, 2/4), Armwood 13 (4/8, 1/5) N.E.: Clemente, Marchetti, Sipala, De Martino
Tiri Liberi: 11/21 – Rimbalzi: 37 26+11 (Armwood 9) – Assist: 10 (Lilov 4) – Cinque Falli: Luigi Sergio
Andrea Costa Imola: Washington 12 (5/12, 0/1), Maggioli 10 (4/8 da due), Amoni 3 (0/1, 1/4), De Nicolao 3 (1/3, 0/1), Prato 22 (7/12, 2/6), Preti 6 (3/3 da due), Anderson 4 (1/2, 0/3), Hassan 6 (1/2, 1/5), Sabatini 6 (0/3, 2/3) N.E.: Cai
Tiri Liberi: 10/15 – Rimbalzi: 43 29+14 (Washington, Maggioli 7) – Assist: 16 (De Nicolao 6)

Parziali: (9-14, 15-25, 16-16, 29-17)

 

Stefano Tortoreto

lunedì 01 febbraio 2016, 11:58

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