La Pescara "radical", troppo etero e senza il "Registro dell'Amore"

Quando la Giunta Alessandrini si preoccuperà delle Civil Partnership? La battaglia per la parificazione dei diritti è ancora lunga

La Pescara "radical", troppo etero e senza il "Registro dell'Amore"

PESCARA, UN COMUNE TROPPO ETERO. Che qualche sospetto ci era pure venuto. Quel consigliere di opposizione, vestito in maniera sgargiante (troppo vanesio per essere etero), aveva catturato la nostra attenzione. Ma, poi, alla fatidica domanda "Scusi, lei è favorevole alle Civil Partnership?",  aveva deluso le aspettative, deludendoci in maniera tremenda. "Ma chi si matt!". E quasi offeso per aver dubitato della sua mascolinità aveva avuto l'ardire anche di spiegarsi: "Ho grande rispetto per la comunità omosessuale, ma sono etero al 100%" . Interdetti e stupiti per quanto udito dalle nostre orecchie, avevamo abbandonato l'aula consigliare, luogo della clamorosa rivelazione, ed eravamo tornati a casa, di corsa, con una sola idea nella testa: l'immediato trasferimento ad Eivissa.

Ma da pochi mesi a Pescara comanda una nuova "Squadra", capitanata dal non dannunziano - si scherza! - sindaco Marco Alessandrini che potrebbe, finalmente, fare passi in avanti verso la contemporaneità. Tuttavia il pensiero che anche questa governance (finora molto radical e poco lberal) possa rinviare al quarto millennio la questione delle Unioni Civili - cioè tutte quelle forme di convivenza fra due persone, legate da vincoli affettivi ed economici, che non accedono volontariamente all'istituto giuridico del matrimonio - non ci piace. Anzi ci preoccupa, eccome, che il tema, a costo zero per le non virtuose casse comunali, non sia stato nemmeno messo in agenda nè calendarizzato.

Il capogruppo "piddino" in Consiglio Comunale, quello più numeroso, è infatti il professor Marco Presutti, fedelissimo di Luciano D'Alfonso, di cui è stato il portavoce quando Maurizio Acerbo ne propose l'istituzione, e le cui idee sulle unioni tra persone dello stesso sesso sembrano ben orientate verso il "Niet". La domanda, dunque, che ci poniamo è: ci sarà tra questi Democrat qualcuno - magari il buon Francesco Pagnanelli - che troverà il coraggio di rompere il muro del silenzio? L'iniziativa, nella prima città d'Abruzzo, è ferma da troppo tempo benchè già approvata. Forse a Pescara non serve questo strumento che eguaglia e parificare i diritti? Dobbiamo per forza essere da meno rispetto a Empoli, Crognaleto, Firenze, Voghera, Arezzo, Scandicci, Fano, Ferrara, Spello, Tarquinia, Montebruno, Perugia, Pizzo Calabro, Pistoia, Macerata, Ancona, Torino, Bologna, Porto Torres, Sarzana, Taormina, Legnano - tanto per citarne alcuni e nemmeno dei più famosi - oltre che al "odiato" Capoluogo - si scherza ancora! - L'Aquila, dove il sindaco Massimo Cialente, scuola Pd, proprio nel giorno di San Valentino 2013 ha voluto e fatto approvare il Libro dell'Amore?

 

Noi di Abruzzo I. ci vogliamo credere. 

Marco Beef

sabato 13 settembre 2014, 23:58

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