La Giunta D'Alfonso diffida la Asl Lanciano-Vasto-Chieti per il progetto "Megaospedalò"

Entro il 30 aprile dovra' adempiere alla valutazione del project financing per la realizzazione del nuovo ospedale

La Giunta D'Alfonso diffida la Asl Lanciano-Vasto-Chieti per il progetto "Megaospedalò"

LA GIUNTA REGIONALE DIFFIDA LA ASL PER IL PROJECT FINANCING DEL NUOVO OSPEDALE DI CHIETI. Non è guerra ma poco ci manca. Parliamo del progetto del nuovo ospedale di Chieti, ribattezzato dalla stampa libera (noi) col nome simpatico di 'Megaospedalò'. "Entro il 30 aprile prossimo la Asl Lanciano-Vasto-Chieti dovra' adempiere alla valutazione del project financing per la realizzazione del nuovo ospedale di Chieti". Lo si evince da una delibera approvata questa mattina dalla giunta regionale, che fa seguito alle 10 riunioni ufficiali che si sono susseguite dal 7 agosto 2015 al 13 marzo scorso.

LA NOTA DIFFUSA DAL GOVERNATORE.  Il governatore della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso ha diffuso una nota sul progetto del nuovo ospedale diChieti che riproduciamo in toto (sotto): 

1) Dall’inizio della mia presidenza, sul nuovo ospedale di Chieti sono state effettuate 15 riunioni interistituzionali, innescate dalla presentazione di una proposta di project financing da parte della ICM nell’aprile 2014, quando a capo dell’amministrazione regionale c’era Gianni Chiodi. Sono dunque trascorsi tre anni dall’offerta senza che – da parte della Pubblica amministrazione adita – vi sia stata la volontà di dare una risposta in un senso o nell’altro;

2) Il tema fondamentale è chiaro: Chieti e il suo comprensorio hanno urgente bisogno di un nuovo presidio ospedaliero, poiché quello attuale presenta criticità strutturali verificate già nel 2012. Voglio subito rassicurare la comunità: non chiuderemo il nosocomio teatino, ma nella riunione del 13 marzo scorso si è deciso di avocare alla Regione la procedura in questione, perché non è concepibile che nell’arco di 36 mesi un’amministrazione adita non riesca a determinare una risposta precisa ad un progetto, per quanto complesso, il cui termine perentorio è stabilito in 90 giorni dal decreto legislativo 50/2016;

3) Come ho già avuto modo di dire, l’orientamento di questa amministrazione, fatti salvi i limiti del diritto penale, è quello di verificare la resistenza di questa procedura e di aprire quella formidabile fase competitiva che è la gara. Sembra infatti che ci si dimentichi che il progetto verrà per legge sottoposto ad evidenza pubblica, quindi vince solo chi fa l’offerta migliore, mentre il messaggio che passa leggendo l’articolo è: si sta cercando di favorire la ICM;

4) D’altra parte, se si procedesse con modalità ordinaria ci vorrebbero decenni per arrivare al risultato concreto, come si rileva concretamente dalla storia degli ospedali pubblici non solo abruzzesi, anche considerata la complessità dell’opera. Noi invece vogliamo una competizione reale che ci permetta di acquistare al prezzo minore possibile il prodotto migliore possibile;

5) Se il “preconcetto che manovra l’attività della Pubblica amministrazione” è – come sostiene un articolo pubblicato oggi su Primadanoi.it – quello di “arrivare in fretta alla conclusione della procedura”, allora sì, siamo mossi da tale preconcetto. Quanto all’esito positivo per il privato, esso è inevitabile, considerato che nessuno lavora per beneficenza. Ma sarà un privato generico – non necessariamente la ICM – che abbia il giusto guadagno dando alla parte pubblica ciò di cui ha bisogno in tempi rapidi e senza spendere un solo euro in più del necessario;

6) Non ho in odio lo strumento del project financing e lo ritengo pienamente agibile poiché esso non è un affidamento diretto senza gara.

Redazione Independent

giovedì 13 aprile 2017, 19:28

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