La Fondazione PescarAbruzzo replica al Centro: "Tuteleremo la nostra immagine"

Sotto accusa un articolo del giornalista Maurizio Cirillo che parla di un fascicolo aperto dal Pm Anna Rita Mantini e che al momento non vede alcun nome nel registro degli indagati

La Fondazione PescarAbruzzo replica al Centro: "Tuteleremo la nostra immagine"

LA FONDAZIONE PESCARA ABRUZZO REPLICA AL CENTRO. Riceviamo e pubblichiamo una nota dell'ufficio stampa della Fondazione PescarAbruzzo in merito ad un articolo del 'Il Centro' circa una presunta indagine del MEF e della Procura della Repubblica di Pescara su alcune attività dell'Ente: "Sul quotidiano “il Centro” di oggi è riportato, con rilevante evidenza, un articolo su ipotetiche indagini in corso nei confronti della Fondazione Pescarabruzzo, da parte del MEF e della Procura della Repubblica di Pescara su presunte operazioni di natura creditizia. Nel contempo l’articolo si diffonde su altri profili relativi ad eventi passati concernenti la governance della Fondazione e su operazioni immobiliari che non hanno in questa sede rilevanza alcuna se non di cercare di creare confusione.

La Fondazione smentisce categoricamente che ci sia stata o sia in corso una qualsiasi indagine o anche una semplice richiesta di chiarimenti da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, quale ente vigilante, e pertanto ritiene la notizia riportata dal giornale del tutto destituita di fondamento e quindi completamente falsa.

Con riguardo all’asserita indagine che sarebbe stata avviata dalla Procura della Repubblica di Pescara, la Fondazione chiarisce che nessuna “presunta” attività creditizia è stata compiuta nel corso degli anni. L’operazione che sarebbe oggetto di attenzione, relativa al prestito obbligazionario emesso dalla Dynamin Holding, non costituisce infatti “attività creditizia” rientrando la sua sottoscrizione, come altre consimili, nelle ordinarie operazioni di “investimento” a fini di reddito, essendo la Fondazione un investitore istituzionale. Tanto che il portafoglio finanziario dell’Istituto annovera parecchie decine di titoli obbligazionari oggetti di investimento.

Quanto all’affermazione “Mattoscio… si è ritagliato un ruolo… apportando degli aggiustamenti statutari che hanno finito per disegnare, in capo al segretario generale, un ruolo non certo di secondo piano rispetto a quello del presidente…”, si fa osservare che i poteri di modifica statutaria sono esclusivamente del Comitato di Indirizzo, all’epoca composto a tutti gli effetti da nove componenti, con esclusione dal diritto di voto dell’allora Presidente pro tempore. Inoltre, la disciplina delle funzioni e dei poteri della figura del Segretario Generale è rimasta totalmente immodificata dalla prima adozione dello Statuto dell’Ente ai sensi del Dlgs Ciampi (1999) ad oggi. Dunque, nessun sotterfugio è stato mai concepito per avvantaggiare l’eventuale nuovo incarico dell’allora Presidente Mattoscio.

Quanto al fatto che “Il Pescara calcio ha sempre avuto una corsia preferenziale da parte di Mattoscio e della sua Fondazione”, si precisa che il titolo obbligazionario a suo tempo sottoscritto è stato interamente rimborsato e che la sua onerosità (ricavo per la Fondazione) è stata per questa particolarmente vantaggiosa, avendole procurato un rendimento medio lordo annuo di circa il 6%. Altro che corsia preferenziale!

Quanto alle operazioni immobiliari, nell’articolo si fa qualche confusione: 
1) l’immobile di via Michelangelo e l’ex palazzina delle Ferrovie dello Stato sono una stessa unità e non due distinte; 2) l’acquisto dell’attuale sede della Feltrinelli, oltre ad assicurare un interessante rendimento che va a supportare altre attività culturali, risponde ad una logica di preservazione di un immobile che rinvia anche alla memoria storica di una sua antica e nobile funzione (ex cinema centrale); 3) inoltre, nell’ambito di una precisa strategia tesa a costituire un network di significativa rilevanza architettonica e urbanistica finalizzato a funzioni culturali, sociali e formative, la Fondazione coltiva da tempo obiettivi di investimenti immobiliari nella città (l’esordio è stato l’acquisto della propria sede, seguito da quello dei cineteatri cittadini, fino alla recente acquisizione 
dell’ex Elaiotecnica di via Cesare Battisti). La loro individuazione ha sempre colto le opportunità di reale interesse in tal senso.

La Fondazione si riserva ogni azione a tutela della propria immagine".

Redazione Independent

mercoledì 13 marzo 2019, 10:42

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