L'inquacchio delle analisi

Chi aveva ragione? L'Arta registra il superamento del Ddt in diverse zone del porto canale

L'inquacchio delle analisi

LA SITUAZIONE DEL PORTO CANALE. La situazione analitica dei sedimenti del porto canale di Pescara è stata illustrata durante una conferenza stampa nella sala riunioni dell'ARTA Abruzzo, al secondo piano della sede centrale dell'Agenzia sita in via Marconi 178 a Pescara. C'erano i giornalisti il Direttore Generale Mario Amicone, il Direttore Tecnico Giovanni Damiani, il Direttore dell'Area Tecnica Luciana Di Croce e i Dirigenti dell'Agenzia che si sono occupati delle analisi. 

LE ANALISI DELL'ARTA. Utilizzando le stesse metodiche di sempre l’ARTA ha registrato 4 superamenti per il Ddt che riguardano una zona in profondità individuata dai punti D31, D32, D37 e D38 della mappa allegata. Si tratta di punti completamente diversi da quelli oggetto del contenzioso sul Ddt (D01, D02, D03, D04 e D20). I campionamenti per i quali sono stati trovati i superamenti sono stati effettuati il 14 febbraio 2012 a completamento della caratterizzazione della darsena avviata nel 2011. In particolare, nel luglio 2011 sono stati emessi 53 Rapporti di Prova e i restanti 56 (compreso il suddetto) sono di ottobre 2012. In considerazione dell’imponente mole di lavoro i campioni sono stati ripartiti tra i Distretti Provinciali di Pescara, Chieti e L’Aquila e gli esiti sono stati riunificati ad ottobre presso la sede centrale, per essere trasmessi in anteprima al Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per Lazio, Abruzzo e Sardegna. Ciò per due ragioni fondamentali: il carattere di urgenza del bando di dragaggio dei fanghi, che era in corso di redazione, in quanto la qualità dei fanghi incide fortemente sul prezzo dell’offerta; in secondo luogo perché l’attività svolta non rientra tra quelle programmate e istituzionali ordinarie dell’ARTA, ma è stata commissionata all’Agenzia dal Commissario Delegato per il dragaggio del porto di Pescara, Guerino Testa, in base all’OPCM (Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri) n. 3932 del 7 aprile 2011. 

I LIMITI DI LEGGE. Per quanto riguarda il limite di Ddt fissato a 4,8 microgrammi per chilo l'Arta precisa che si è sempre fatto riferimento non ad una legge specifica, come spesso erroneamente riportato dagli organi di stampa, bensì al Manuale per la movimentazione dei sedimenti marini redatto da APAT e ICRAM nel 2007 e ciò nelle more della emanazione dei decreti attuativi dell’art. 109 del Decreto legislativo 152/2006 (Testo Unico Ambientale). Va sottolineato oltretutto che i valori analitici numerici non vanno letti come assoluti in quanto per tutte le analisi, non solo per il Ddt, esistono dei limiti di incertezza relativi alla metodica usata. ARTA ribadisce che attualmente in Italia non esiste alcun laboratorio analisi certificato per la determinazione del Ddt nei sedimenti marini ed è proprio per tale motivo che, essendo l’Agenzia stessa sprovvista della certificazione, la Direzione ha avviato la procedura di accreditamento per il laboratorio del Distretto Provinciale di Chieti.

ARTA: NO ALLA COLLOCAZIONE IN MARE. ARTA non ravvisa poi alcuna “sorprendente preveggenza” nel bando della gara d’appalto per il dragaggio. L’Agenzia (così come nessun altro soggetto, per quanto si conosce ad oggi) non ha mai sostenuto la tesi della collocazione in mare o del riutilizzo tal quali (ovvero senza adeguato trattamento che sarebbe consentito anche se considerati rifiuti) dei fanghi del porto canale di Pescara (canaletta e bacino di evoluzione). Piuttosto ARTA, con i propri dati, ha potuto indirizzare il trattamento di tali sedimenti come “rifiuto speciale non pericoloso”. 

 Redazione Independent

giovedì 15 novembre 2012, 11:37

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