L'incredibile vicenda dell'ausiliario del traffico picchiato per una contravvenzione

La vittima si chiama Giovanni De Luca ed è finito in ospedale con ferite al volto. Rintracciato e denunciato l'autore dell'aggressione

L'incredibile vicenda dell'ausiliario del traffico picchiato per una contravvenzione

L'INCREDIBILE VICENDA DELL'AUSILIARIO DEL TRAFFICO PICCHIATO PER UNA MULTA.Potremmo scrivere un panegirico lungo come una guida affitto case per trovare un senso ad un gesto del genere, ma nulla servirebbe realmente a spiegarlo. Può un ausiliario del traffico essere aggredito da un automobilista solo per aver fatto il suo lavoro?. No! Eppure è accaduto. Parliamo di Giovanni De Luca, 50 anni, che racconta, visibilmente sotto choc: «Mi urlava “t’ammazzo, t’ammazzo”, ma mentre mi tirava i calci dappertutto, io pensavo solo a riparami la testa». Cosa avrebbe fatto l’ausiliario di tanto sconcertante? Multava giustamente l’automobilista ponendolo in contravvenzione. Dal pronto soccorso, dove si è recato subito dopo l’aggressione, racconta quei momenti di follia che la polizia sta cercando di ricostruire col fine di rintracciare l’automobilista colpevole di tale gesto che è,poi, fuggito a bordo di una Fiat Punto bianca. De Luca lo descrive così: «È un giovane alto, ben vestito, che evidentemente lavora in centro visto che lascia spesso l’auto nel parcheggio della stazione dove io l’avevo multato già un mese e mezzo fa, quando avevamo avuto pure una discussione. Evidentemente questa volta ha letto il mio nome sulla multa ed è venuto a cercarmi, ma dopo quasi quattro ore». La vicenda ha del paradossale. Secondo quanto racconta l’aggredito, poco prima delle 13,30, dopo aver scoperto la multa elevata alle 9,30 nella zona del terminal dei bus, al ferrohotel, l’automobilista si mette alla guida della sua autoi in preda a tutte le furie e inizia a girare per l’area di risulta a caccia del firmatario, il nostro Giovanni De Luca.Una volta riconosciutolo, in via Pavone, mentre lo stesso parlava con una collega, va avanti De Luca: «è sceso, ha lasciato la macchina proprio in mezzo al parcheggio ed è venuto verso di me. A quel punto l’ho riconosciuto, gli ho detto “non mi dire che hai ripreso una multa” e lui gettandomi la multa contro mi ha urlato “lo sai dove l’ho presa”. E mi si è avventato colpendomi con un pugno in piena faccia, sull’occhio. Sono caduto a terra. Ma a quel punto mi ha tirato un calcio alla testa e ha continuato a colpirmi dappertutto mentre perdevo sangue e, con le poche forze che mi rimanevano, cercavo di ripararmi la testa. Se continuava così, qualche minuto ancora e mi avrebbe ammazzato».

Redazione Independent

giovedì 24 dicembre 2015, 00:45

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