L'incredibile procedura del Garante Detenuti Abruzzo. Vengo anch'io, no tu no!

Martedì prima del Consiglio regionale verranno ricevuti alcuni candidati ma non tutti e non si capisce il perchè. In pole position resta la Bernardini considerata ineleggibile

L'incredibile procedura del Garante Detenuti Abruzzo. Vengo anch'io, no tu no!

L'INCREDIBILE PROCEDURA DEL GARANTE DETENUTI: VENGO ANCH'IO, NO TU NO! L'incredibile procedura per nominare il Garante Detenuti dell'Abruzzo si arricchisce di un'altra piccola perla. Dopo l'audizione privata dell'onorevo Rita Bernardini, convocata dai Capigruppo nonostante il sospetto, secondo alcuni candidati nemmeno più tale, di incandidabilità adesso toccherà ad alcuni (Braghini SalvatoreCifaldi GianmarcoDel Coco Rosita e Trisi Fiammetta) presentare la propria candidatura o perorare la causa di qualcuno davanti ai rappresentanti dei gruppi consiliari. Tutto ciò accadrà martedì 22 marzo alle ore 10, a L’Aquila, ovvero qualche ora prima del Consiglio regionale che dovrà decidere quale sarà il primo Garante Detenuti della storia d'Abruzzo. Non si capisce però per quale ragione debbano esserne ascoltati solamente 5 dei 17 che hanno l'ambizione ed i titoli per occupare un ruolo così delicato che va ben al di là di un semplice ricorso al magistrato di sorveglianza. E' noto, infatti, che il sistema penitenziario italiano è fallimentare sotto molteplici punti di vista. I dati dicono che il 73% dei detenuti torna a delinquere. Per cui la scelta di tale figura deve necessariamente ricadere su un profilo che ha competenze molto "più ampie "rispetto a quelle tenute in caro dall'esperto teorico del trattamento penitenziario o del ricorso al magistrato di sorveglianza per ragione di facile comprensione.  

Vale, infatti, la pena ricordare che il Garante viene scelto secondo parametri di riferimento precisi e che vale la pena di leggere e ricordare:

a)      tra coloro che abbiano svolto attività di grande responsabilità e rilievo in ambito sociale e che conoscano a fondo le problematiche della reclusione e del rapporto mondo esterno-mondo interno, con attenzione particolare al dettato costituzionale del reinserimento dei detenuti;

b)      tra personalità con comprovata competenza nel campo delle scienze giuridiche, scienze sociali e dei diritti umani e con esperienza in ambito penitenziario;

c)       tra professori universitari ordinari di materie giuridiche o sociali e che abbiano svolto ricerche sulle tematiche penitenziarie e detentive;

d)      tra personalità di alta e riconosciuta professionalità o che si siano distinte in attività di impegno sociale;

e)      tra coloro che hanno ricoperto incarichi istituzionali di grande responsabilità e rilievo e che hanno una indiscussa e acclarata competenza nel settore della protezione dei diritti fondamentali, con particolare riguardo ai temi della detenzione.   

Ecco, qual è la figura che risponde a tutti questi requisiti? Leggendo attentamente i curricula e verificando nei fatti e la concretezza il "materiale umano" che si ha a disposizione si arriverà ad individuare la figura più idonea per dare la risposta alle grida del silenzio che provengono da dentro le celle degli istituti di pena abruzzesi. Dolore che oggi, purtroppo, sembra essere passato in secondo piano rispetto alle logiche politiche ed alle strane decisioni che si stanno prendendo per individuare il Garante dei Detentuti in barba al buon senso, forse anche alla legalità  - ricordiamoci sempre che si tratta di procedura pubblica e che dunque non è che si possono convocare alcuni ed altri no senza fornire almeno delle spiegazioni - e che sotto gli occhi di tutti, persone libere, di legge e semplici curiosi osservatori della realtà. 

Redazione Independent

mercoledì 16 marzo 2016, 09:03

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