L'Europa e senso di comunità

Il nostro Alfredo Vernacotola si interroga sul senso della civiltà nell'era dell'ipermodernità: "Dove andrà a finire?"

L'Europa e senso di comunità

Ascoltando le notizie nei telegiornali e scorrendo le pagine dei quotidiani, la notizia della morte di una bambina in un barcone di disperati non è inusuale, lo diventa quando si conoscono le modalità che hanno portato alla sua morte: impossibilità di una somministrazione di insulina, in quanto la piccolina era affetta da diabete.

Morire nel 2015 a causa di una mancanza di insulina diviene grottesco ma ancor di più mostra l'essere animalesco racchiuso nei trafficanti di esseri umani che, noncuranti diel valoredi uno zaino lo hanno gettato in acqua relegando il sogno di un genitore proveniente dalla Siria nel grande senso di vuoto e nullità che coglie un genitore quando vede il proprio figlio morire non potendo fare niente. Il padre della Bambina cercava l'eldorado in Germania per tentare di curare sua figlia e darsi una speranza di vita diversa da quanto si può raggiungere i un teatro di guerra.

Il mondo della disabilità è spesso vituperato innanzi al business che ne deriva: ogni tassello che lo sfortunato deve vedere soddisfatto si scontra con la burocrazia, fardello di uno stato che è latitante dinanzi al progresso umano. D'altronde dov'è che si va a tagliare? Nella sanità e nell'istruzione, perni centrali di uno stato, di una nazione dove si rispetta l'individuo.

Rispettare l'individuo vuol dire fornire costui di mezzi cui potersi sostenere senza che vi sia assistenzialismo. Beninteso che non si sta idolatrando l'impostazione liberal democratica dello stato; si sta cercando di porre in essere come una adeguata formazione e giusta imposizione legislativa possano arginare fenomeni per cui l'esclusione sociale non conduca alla fine della bambina sul barcone di disperati. Noi tutti disabili siamo la bambina siriana morta nel mediterraneo per la responsabilità di uomini che hanno visto soltanto il guadagno e lo zaino ingombrante non doveva avere spazio sulla carretta del mare e del male.

La reprimenda che attraverso l'articolo si cerca di lasciar intravedere è finalizzata al riconoscimento di queli che sono i valori di una vita baciata dal buon senso e, ancora di più dal senso civico e non ultima per importanza, la responsabilità di chi si occupa degli esclusi. Accomodarsi in una tavola rotonda è semplice se poi all'atto pratico ciò che si riesce a fare è soltanto arginare le ondate e diminuire la pervasività del fenomeno.

La morte della bambina è la morte di ognuno di noi; la morte di un'idea d'Europa che non esiste se non vi è unità di intenti dinanzi a problematiche che dovrebbero essere affrontate tenendo conto di principi etici che fondano l'essere moderno di un meccanismo ben oleato come dovrebbe essere la burocrazia, motore funzionale e funzionante del sistema sociale.

Un colpo al cuore ascoltare il padre della bambina dire che la speranza è stata vanificata da delinquenti che il sistema giudiziario al più incriminerà soltanto per traffico di essere umani: a mio questi soggetti dovrebbero essere indagati e arrestati per omicidio; non ò una forzatura né tanto meno una idea razzista, tanto che si stanno difendendo soggetti terzi trattati come sacchi di grano.

Il sogno di una società diversa, ospitale a portata di diversamente abile è divenuta utopia laddove si cerca di dare spazio alla capcità massima di apparire: soltanto se si appare si ha diritto alla notorietà;  compiere misfatti significa salire alla ribalta. Si dibatte intorno al tema del nucleare: bene già la foga sugli sbarchi è passato in terza fila; d'altronde prima c'è la Grexit, poi l'accordo sul nucleare … e poi? Poi la morte di poveri cristi che non hanno dignità se non quella di possedere quattro vestiti che hanno permesso di traversare il Mediterraneo.

Qual è la differenza tra un morto fatto dal'IS e un migrante che non cela fa perché è soltanto un cumulo di dollari? Nessuna: entrambi son generati dal mero arrivismo di politiche sbagliate che non garantiscono pace, bensì creano ulteriori conflitti.

La ricerca di una pace finalizzata alla salvaguardia del singolo è nel contempo ricerca di autodeterminazione e affrancamento dal fare machiavellico di una politica che del manifesto del celebre uomo d'altri tempi prende il lato negativo.

Ogni soggetto ha bisogno di cure, anche chi vive di stenti; in quest'ottica la vittoria di Barack Obama sul new deal sanitario porta in auge una tendenza che lascia intravedere quanto la vecchia Europa stia tornando indietro nel tempo, superando negativamente quel che i padri costituenti hanno inteso fosse l'Europa Unità: libertà, unità e salvaguardia di ogni singoli cittadini.

Oggi si assiste al depauperamento dei principi basilari del vivere comune poi chè manca l'ambizione pubblica, che non venendo menzionata si trasforma in tracotanza adoperata sui più deboli, in questo caso i diversamente abili o coloro che mostrano un distinguo di idee e valori.

Ci vorrebbe un mutamento globale del modo valutare i fatti: non più quantitativi, bensì qualitativi: la politica ne uscirebbe sconfitta.

L'Europa non è più un paese per nuove generazioni; è un ammasso di popolazioni che mirano al populismo per affermare il malcontento.

Un ultimo quesito: perché si predica nel vuoto non ascoltando le voci degli ultimi?

Come dice Martha Nussbaum è importante che vi sia anche un adeguato background territoriale ove certe leggi possono essere pensate e poi applicate.

La morte della bambina siriana e la sconfitta di suo padre sono la morte e la sconfitta di ogni cittadino europeo, occidentale incapace di preservare il nuovo per il timore reverenziale del vecchio.

 

Alfredo Vernacotola 

lunedì 20 luglio 2015, 13:57

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