L'Abruzzo è il record dei Cammini: adesso siamo già a quota quattro?

Il primo è stato il Cammino di San Tommaso: da Ortona a Roma a piedi. Poi quello di San Bartolomeno ed adesso sono spuntati quello di Manoppello e della Costa dei Trabocchi

L'Abruzzo è il record dei Cammini: adesso siamo già a quota quattro?

L'ABRUZZO E IL RECORD DEI CAMMINI. L'Abruzzo ha un record: quello dei cammini turistici. L'idea originaria nasce dalla Spagna cattolica col famoso Cammino di Sanitiago, visitato da migliaia di turisti ogni anno, e che prevede il coinvolgimento del territorio: 738 chilometri con partenza teorica da St. Jean Pied-de-Port (in Francia) per arrivare a Santiago de Compostela. Nel nostro caso, nel nostro purtroppo quasi sconosciuto Abruzzo, penalizzato nel corso degli anni da diverse inefficienze dal punto di vista della comunicazione, nonostante i guru che operano nel settore abbiano ricevuto milioni e milioni di denaro pubblico per colmare questo gap con altre regioni italiane, l'improvisazione continua a farla da padrone. Nelle ultime 24 ore la nostra casella di posta elettronica è stata invasa da mail che annunciavano la nascita di Cammini e la stipula di protocolli d'intesa. Il primo operatore a lanciare questa bella idea è stata l'associazione Cammino di San Tommaso, già due anni fa, offrendo un percorso a piedi, da Ortona a Roma, a turisti intercettati in mezzo mondo, Nuova Zelanda compresa. Un gruppo di amici, appassionati del territorio, si misero d'accordo per far conoscere uno dei luoghi più belli d'Italia inventandosi questo percorso sulla falsariga del modello spagnolo. Adesso a questa idea originaria se ne sono aggiunte altre: quello del Volto Santo di Manoppello "col coinvolgimento turistico delle realtà del territorio e con partenza dal Vaticano", e poi quello della Costa dei Trabocchi, cammino sostenibile e relativo al trekking itinerante. Presso i Musei Vaticani a Roma, lo scorso mese di febbraio, poi era stata anche inaugurata una mostra dedicata a Pietro da Morrone ed ai luoghi dello Spirito presenti sulla Majella e riconducibili alla vita di quello che fu il Papa Celestino V. Tutto bello. Tutto condivisibile. Però il rischio, come detto, è quello di ingenerare confusione e non lavorare per un unico brand: cioè commettere gli errori del passato. Ma questa è soltanto la nostra modesta opinione di viaggiatori zaino in spalla e Lonely Planet in tasca.

Redazione Turismo Independent


giovedì 19 marzo 2015, 11:33

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