«Italia verso la catastrofe»

Grillo e Casaleggio ricevuti dal Presidente Napolitano. Intanto il debito pubblico cresce al ritmo di 110miliardi

«Italia verso la catastrofe»

GRILLO E CASALEGGIO RICEVUTI DA NAPOLITANO PER UN'ORA E MEZZA. Quella di oggi è stata una convulsa giornata politica che ha visto i parlamentari pentastellati usciti dalle aule per protestare contro la sospensione dei lavori della Camera e del Senato di 24 ore, sospensione concessa da Pd e Pdl per permettere ai parlamentari del Pdl di riunirsi in assemblea, infuriati per la decisione, a sorpresa, della Cassazione, di anticipare al 30 luglio l'udienza sul caso Mediaset per evitare il rischio di prescrizione. Berlusconi e i parlamentari del Pdl contavano sulla prescrizione come se essa fosse una specie di diritto acquisito dal Cavaliere, facendo finta di non sapere che è dovere dei giudici far si che le sentenze non cadano in prescrizione.

I PARLAMENTARI M5S PROTESTANO FUORI DAL PARLAMENTO. In questo clima arroventato, con il governo che rischia di saltare per l'ira di Berlusconi e dei suoi seguaci contro i giudici, si è svolto alle 12 c'è stato l'incontro, in qualche modo storico, tra Grillo, Casaleggio e i capigruppo di Camera e Senato ed il Presidente della Repubblica Napolitano. Subito dopo l'ora e mezza di confronto sulla drammatica crisi economica, politica e sociale che investe il nostro paese, Grillo e i capi gruppo M5S senza Casaleggio, hanno tenuto un'affollata conferenza stampa prima della quale l'ex comico ha letto un documento nel quale ribadisce le cose che il guru ha sempre affermato.

L'ITALIA SI AVVIA VERSO LA CATASTROFE E IL GOVERNO NE E' RESPONSABILE.  Per Grillo "Questa classe politica non è in grado di risolvere alcun problema perchè essa stessa è il problema. Il governo delle larghe intese, fortemente voluto da Lei (Presidente ndr), tutela solamente lo status quo e gli interessi di Berlusconi". Per l'ex comico "la Nazione è una pentola a pressione che sta per saltare". Dopo aver enumerato una serie di dati drammatici  sull'economia, Grillo ha denunciato la legge elettorale, il Porcellum, definendola incostituzionale. Essa ha consentito a pochi segretari di partito di nominare i parlamentari esautorando i cittadini dal diritto di scegliersi i propri rappresentanti. Parlando del debito pubblico ha affermato che "nè Berlusconi, nè Monti, nè Letta, hanno bloccato la spirale del debito pubblico che cresce al ritmo di 110 miliardi ".. "Non c'è scelta il debito sta divorando lo stato sociale. Si può rimanere nell'euro, ma solo rinegoziando le condizioni o attraverso gli eurobonds o in alternativa con la ristrutturazione del nostro debito e "..."non possiamo fallire in nome
dell'euro Nessuno può chiedercelo, nessuno può imporcelo".

GRILLO: «RINEGOZIARE IL DEBITO PUBBLICO CON L'UE». Ha accusato le banche che dopo aver ottenuto finanziamenti dalla BCE a tassi agevolati garantiti anche da noi, hanno investito in
titoli pubblici anzichè finanziare l'economia. I trecento miliardi di titoli esteri che sarebbero in mano alle banche italiane, potrebbero conferirci un potere contrattuale straordinario nei confronti dell'UE. Dalla trattativa potrebbero scaturire risorse sufficienti ad abolire l'Irap,ridurre la tassazione alle imprese. Con il taglio dei mille privilegi ed il taglio delle spese inutili, è possibile finanziare il reddito di
cittadinanza ed il rilancio delle piccole e medie imprese.

IL TAGLIO DELLE SPESE INUTILI E DEI PRIVILEGI PUO' FAR RIPARTIRE L'ECONOMIA. Grillo indica anche dove è possibile risparmiare: ad esempio eliminando le province, portando il tetto massimo delle pensioni a 5.000 euro, eliminando il finanziamento pubblico ai partiti e ai giornali, riportando le concessioni pubbliche nelle mani dello stato (come TELECOM, venduta a debito dal governo D'Alema e mai più ripresa), eliminando le grandi opere inutili come la TAV e l'expò
di Milano, riducendo drasticamente stipendi e benefit dei parlamentari, cancellando la missione in Afghanistan che costa un miliardo l'anno, fermando l'acquisto degli F35. Il guru del M5S ha anche accusato di sperpero il sevizio pubblico televisivo che perde 200 milioni l'anno e che pur disponendo di ben 13.000 dipendenti, più di tutte le altre televisioni messe insieme, di 166 dirigenti, uno
ogni 18 impiegati, affida a terzi lavori per 1 miliardo l'anno. Mentre giornalisti guadagnano cifre spropositate si pretende da tutti i cittadini, anche poveri e pensionati al minimo, il pagamento del canone televisivo di 135 euro l'anno.

QUESTA CLASSE POLITICA NON PUO' AFFRONTARE L'EMERGENZA NAZIONALE. Nell'incontro con Napolitano la delegazione ha affermato che questa classe politica non può affrontare l' emergenza nazionale. E' necessaria "un'economia di guerra" che questo governo non può affrontare "perché deve rispondere ai suoi padrini e non ai cittadini". "Non c'è più tempo non c'è più tempo!" ha ripetuto Grillo che prospetta per l'autunno prossimo una drammatica crisi dalle conseguenze incalcolabili sul piano politico e sociale. Il Presidente della Repubblica, stando a quanto Grillo riferisce, ha condiviso parte delle preoccupazioni espresse da lui e da Casaleggio e avrebbe dichiarato che per quanto riguarda la legge elettorale oltre ad esercitare pressioni su Letta ed il suo governo non può andare e che non se la sentirebbe di portare a termine il settennato e che appena possibile lascerà la carica.

Clemente Manzo

mercoledì 10 luglio 2013, 20:29

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