Intervista a Marco Travaglio

Domani a Pescara lo show "E' Stato la Mafia". Le (sub)domande al vicedirettore de "Il Fatto Quotidiano"

Intervista a Marco Travaglio

INTERVISTA A MARCO TRAVAGLIO. Questa mattina ci contatta l'ufficio stampa dell'agenzia che organizza lo spettacolo "E' Stato la Mafia" previsto per domani (8 febbraio) al Teatro "Massimo" di Pescara. Gli chiediamo cortesemente di poter intervistare - 5 minuti de visu - il celebre giornalista italiano Marco Travaglio, già allievo di Indro Montanelli, vicedirettore del "Fatto Quotidiano" oltre che brillante mente della società civile italiana. Purtroppo ci viene comunicato che è impossibile rubare anche pochi minuti prima dello spettacolo. Non ci demoralizziamo, avevamo idee chiare in testa, ed abbiamo domandato all'ottimo Paolo Basile (Eliteagency) di potergli sottoporre due "domandine" (scritte): una sul "Rapporto tra informazione e politica" e l'altra sulla "Libertà di stampa" nel Belpaese. Con sorpresa e meraviglia, poco dopo, ci viene invece fissato un appuntamento e comunicato un numero di telefono. Immaginate in nostro lo stupore. Il numero di Travaglio nella rubrica del telefono e poter ascoltare direttamente la sua voce. Insomma ci siamo sentiti per una decina di minuti in confidenza con l'altra faccia della medaglia del giornalismo italiano leader e d'opinione (Il riferimento è a Giuliano Ferrara). Bando alle ciance. Voilà l'intervista telefonica del Subdirettore. 

Subdirettore. «Salve Dott. Travaglio mi chiamo M.M. e sono l'editore di Abruzzo Independent. Posso darle del tu?»

Marco Travaglio. «Certamente!».

S.: «Come può un prodotto editoriale essere completamente indipendente se poi per sopravvivere è costrotto ad avere rapporti con la politica per ottenere, per esempio, pubblicità elettorale, legale, istituzionale?»

T. «Io non sono un editore e non mi occupo di queste questioni. Tuttavia se si vuole essere completamente indipendenti non bisogna chiedere nulla a nessuno per evitare che poi qualcuno ti chieda qualcosa in cambio. Noi dei Fatto Quotidiano, ad esempio, non prendiamo finanziamenti pubblici per il giornale».

S. «Il nostro caso è esattamente questo: non siamo schierati con nessuno. Anzi ci capita di prendere posizioni, indistintamente, da destra a sinistra se lo riteniamo opportuno. Ma ci capita, ogni giorno, di interagire con la società e di scontrarci con entrambi Dunque spesso corriamo il rischio di essere tagliati fuori dai "giri" di finanziamento e, soprattutto, le opinioni ci vengono strozzate in gola. E' questo il maggior danno».

T. «Ti ripeto. E' dura ma non bisogna chiedere favori a nessuno. Se lo fai, o lo fate, scendete comunque a compromessi. Sulle opinioni strozzate purtroppo non ci si può far nulla. In Italia se una persona ritiene che sia stata lesa la sua dignità e la sua onorabilità ha tutto il diritto di querelare. Magari va cambiata la legge perchè così com'è concepita non va».

S. «Purtroppo in Italia c'è la moda della querela facile. Nel resto del mondo si è abituati a subire le critiche, qui invece no e tu ne sei una prova. Per un editore indipendente subire un processo è comunque una spesa, anche quando si ha ragione. Ti fanno mobbing giudiziario.»

 T. «Anche questo è vero. Il consiglio che ti (vi) dò è quello di riferire fatti inoppugnabili e separarli dalle opinioni. In questo caso si evita il rischio di diffamare e  pagare risarcimenti danni. Devi essere consapevo che abbiamo un potere incredibile che va usato in maniera coscienziosa, leale ed onesta. Siamo sottoposti ad una responsabilità deontologica che non significa affatto non dover correre dei rischi. Ora scusami ma devo andare. Ho altre due interviste».

S. «Grazie Marco. Ci vediamo domani sera allo spettacolo».

twitter@subdirettore

Nota di Redazione.

Abbiamo scelto di non chiedere a Marco nulla sulla situazione politica nazionale per non influenzare le opinioni altrui. Ci siamo limitati a domandare qualcosa che sentivavo e che ci toccava in prima persona: come fare Informazione con la I maiuscola.

giovedì 07 febbraio 2013, 13:26

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