Grida e rabbia a L'Aquila

Scandalo intercettazioni. Cialente è furibondo «Sono indignato. Non dovevamo disturbare i manovratori»

Grida e rabbia a L'Aquila

SCANDALO INTERCETTAZIONI. L'URLO DI L'AQUILA. Non si placa la bufera intorno all'ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, intercettato mentre parla al telefono con lo scienziato Enzo Boschi. E' stato il quotidiano La Repubblica a fare uscire il contenuto, così come era avvenuto anche per la precendete intercettazione tra lo stesso Bertolaso e l'allora assessore alla Protezione Civile d'Abruzzo Daniela Stati. «Questa intercettazione - ha commentato su facebook (citando un nostro articolo) il primo cittadino di L'Aquila - è terribile e lascia indignati. Sta pian piano emergendo un quadro di una Proteziione Civile che ci ha trattato davvero come truppe d'occupazione con degli indigeni. Io ne sono sconvolto a livello personale». Parole fortissime che lasciano spazio a ragionevoli "dubbi" circa l'operato dei principali protagonisti dell'emergenza. «Scopro - ha concluso il sindaco medico di L'Aquila - che persone con le quali in quei giorni, disperato, lavoravo con estrema lealtà, fianco a fianco, nascondevano a me ed a tutti i cittadini la verità, che non si doveva dire. Ma questo in fondo è il senso vero dello spirito del lungo e drammatico commissariamento, 9 mesi di Bertolaso, 31 mesi di Chiodi, e noi sullo sfondo, che non dovevamo disturbare i manovratori». Impossibile aggiungere altre parole a quelle del sindaco del capoluogo d'Abruzzo.

Marco Beef