Indagine Semestrale di Confindustria, male l'Abruzzo

Questa mattina a Pescara la presentazione dei risultati: per la nostra regione si registra un ulteriore saldo negativo

Indagine Semestrale di Confindustria, male l'Abruzzo

SALDO NEGATIVO PER L'ABRUZZO. E' stata presentata oggi a Pescara l'Indagine Semestrale di Confindustria Abruzzo sul primo semestre del 2014, che ha riguardato sia l’andamento degli indicatori nei primi sei mesi di quest'anno sia le aspettative sugli altri sei mesi. Tali indicatori hanno permesso di focalizzare l’attenzione sulla produzione e le vendite, l’occupazione, gli investimenti e l’innovazione. In un contesto nazionale in profonda crisi, va segnalato che il clima di fiducia delle imprese manifatturiere e dei consumatori del Meridione è ritornato a crescere. In un simile scenario, però, l’Abruzzo si caratterizza per un ulteriore saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni di aziende manifatturiere nelle Camere di commercio delle quattro province.

CRESCE LA DISOCCUPAZIONE. A ciò si associa un tasso di disoccupazione che continua a crescere, mentre il ricorso alle tre tipologie di Cassa integrazione guadagni si riduce, specialmente per quelle ordinaria e in deroga. In un simile pesante contesto economico, tornano invece a crescere le esportazioni in valore e, anche se in maniera infinitesima, la percentuale sull’export nazionale. Sul piano dell’innovazione, infine, si registra un incremento delle richieste di brevetti presentate al sistema camerale regionale.

L'INDAGINE. L’Indagine relativa al consuntivo del I° semestre 2014 e alla previsione per i sei mesi successivi evidenzia, per l’ennesima volta, una situazione di straordinaria difficoltà del sistema economico regionale che continua a non mostrare alcun segnale di effettiva ripartenza dopo anni di profonda crisi che da finanziaria si è trasformata in economica per divenire quindi sociale. Quest’ultima ha portato alla riduzione sempre più elevata dei consumi delle famiglie, un elemento che non si può immaginare di risolvere solo con l’esportazione, strategia che comunque riguarda solo una parte del tessuto imprenditoriale regionale. Il tutto, in Abruzzo, è reso ancora più complesso e critico dalle specificità derivanti dal sisma del 2009 e da un processo di ricostruzione che spesso appare ancora incerto, specialmente per quanto concerne la disponibilità delle fonti finanziarie.

LAVORO E INVESTIMENTI. La pervasività della crisi è dimostrata in particolare dagli indicatori relativi al lavoro e agli investimenti: Confindustria ribadisce che i posti di lavoro “non si creano per decreto” ma solo grazie "agli investimenti delle imprese. Queste ultime devono però essere messe nella condizione di poter effettuare tali investimenti, il che è legato essenzialmente a due fattori: il grado di fiducia percepita e la disponibilità di risorse finanziarie adeguate. Il rischio di deindustrializzazione del territorio rimane assai elevato, come dimostrano le molte vertenze aperte". Dunque c'è bisogno di uno "shock immediato che consenta la ripartenza e inneschi un circolo virtuoso basato congiuntamente sulla crescita dei consumi e della produttività soprattutto attraverso gli investimenti". Particolare attenzione dovrà essere riservata agli interventi "relativi all’accesso al credito, prevedendo anche azioni di finanza complementare quali l’emissione di minibond. È pertanto necessario che si realizzi un intervento congiunto che coinvolga sia il Governo nazionale che quello regionale".

Redazione Independent

lunedì 17 novembre 2014, 16:35

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