Inchiesta IZS, la Lega del Cane si chiama fuori dalle responsabilità

Replica della presidente Catia Durante sulla presunta malversazione da 300mila euro per bollette e sterilizzazioni. Sette le persone coinvolte da una "gola profonda"

Inchiesta IZS, la Lega del Cane si chiama fuori dalle responsabilità

INCHIESTA IZS TERAMO: REPLICA DELLA RESPONSABILE DEL CANILE. Continua a far discutere l'inchiesta della magistratura teramana sulla presunta malversazione da 300mila euro all'Istituto Zooprofilattico "G.Garibaldi" di Teramo e che ha visto coinvolta l'associazione animalista della Lega del Cane. Le reazioni della presidente Catia Durante sono chiare. "La sezione di Teramo - spiega la presidente della LNDC - ha subito ingiuste e gratuite illazioni solo per aver garantito il benessere dei cani abbandonati e ricoverati nei canili rifugio. Ho, ed ho sempre avuto, il massimo rispetto per il difficile lavoro dei Giudici e sono serena e fiduciosa che la verità verrà presto a galla, soprattutto quando mi sarà data l’occasione di esporre le ragioni della mia associazione, atteso che sino ad oggi non sono stata mai ascoltata dagli inquirenti". Nel mirino delle Fiamme Gialle di Teramo, che si sono avvalse della collaborazione del reparto Nas dei carabinieri di Pescara e che hanno curato le indagini, il contratto di comodato d'uso con l'Istituto per la gestione del canile, le spese per le utenze (bollette, mangimi, acqua, luce, etc) e quelle per le sterilizzazioni. Ma su quest'ultimo punto la presidente della Lega ribadisce che " i cani randagi per legge, appartengono al Comune (e non alla Lega!), che avrebbe dovuto custodirli ma non ha potuto farlo per carenza di mezzi economici e di personale". Sul Comune, dunque, grava l’obbligo non solo di custodire i cani catturati sul territorio "ma anche, ovviamente, di farlo nel rispetto dei diritti degli animali ( per evitare situazioni di canili – lager che lo spirito della legge non vuole) alimentandoli, abbeverandoli, in un luogo igienicamente adeguato". La Lega ribadisce pertanto di avere agito nel rispetto delle regole grazie al sacrificio dei tanti volontari che col costante sacrificio quotidiano, totalmente gratuito, ha sopperito "per 25 anni, dall' entrata in vigore della prima legge statale sul controllo del randagismo ( 1991), alle gravissime carenze istituzionali". L'inchiesta sull'Istituto Zooprofilattico di Teramo era partita da un dipendente che aveva presentato una denuncia ai carabinieri perchè si sarebbe rifiutato di ottemperare alle richieste dei superiori, subendo per questo diniego lettere di reclamo e sospensione dall'attività professionale. 

Redazione Independent

giovedì 16 aprile 2015, 16:08

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