Impossibile eleggere Rita Bernardini Garante dei Detenuti se non col Metodo Ateniese

In Consiglio Regionale è andata in scena ieri l'ennesima fumata grigia. I 'grillini' propongono due alternative ma nessuno ha ascoltato il programma di tutti i 17 candidati: perchè?

Impossibile eleggere Rita Bernardini Garante dei Detenuti se non col Metodo Ateniese

IMPOSSIBILE ELEGGERE RITA BERNARDINI GARANTE DEI DETENUTI SE NON COL METODO ATENIESE. Sembra impossibile eleggere Rita Bernardini Garante dei Detenuti della Regione Abruzzo. La maggioranza ha deciso che deve essere l'ex onorevole romano già segretario dei Readicali Italiani, e nessun altro dei 17 valida curricula in lizza per ragioni ancora non chiare. Evidentemente, visto anche il sostegno di Rifondazione Comunista, Sel e Amnistia, Giustizia e Libertà devono essere stati presi degli accordi politici 'ferrei' tra tutti (PD compreso) perchè altrimenti non si spiegherebbe questo 'teatrino' che va avanti da oltre un anno nei Consigli Regionali che si sono susseguiti. Addirittura, ieri, il Governatore della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso messo alle strette dai 'grillini' che proponevano due nomi l'avvocato Brachini di Avezzano ed il sociologo Cifaldi - e gli altri che non si sono sottoposti al test di autopromozione in Commissione dei Capigruppo perchè non chiamarli? Magari qualcuno ha un programma da garante valido e che abbraccia competenze plurime oltre al 'solito' ricorso al magistrato di sorveglianza senza contare che siamo pur sempre in presenza di una selezione pubblica - e da Paolo Gatti (FI) che sottolineava le questioni di legittimità per le condanne ricevute dalla stessa Bernardini e la decadenza imposta dalla Legge Serverino ha ricordato, invece, come venivano prese le decisioni ad Atene. In luogo del metodo a maggioranza i fondatori della democrazia quando non trovavano l'accordo selezionavano 'i migliori' col metodo del bastoncino. In pratica il primo cittadino d'Abruzzo sempre convintissimo della scelta 'radicale' ha proposto di distribuire 18 bastoncini alla maggioranza ed i rimanenti all'opposizione e procedere con un estrazione a sorte, se ben abbiamo capito ascoltando la diretta del Consiglio Regionale. Ovviamente a quel punto si è accesa la discussione con commenti ironici e battute satiriche tanto che il presidente Di Pangrazio ha deciso di rinviare ancora per prendere forse stavolta la decisione definitiva. Insomma, una specie di delirio che non si spiegherebbe diversamente se non fosse per davvero la questione del Garante di natura politica e non per dare il giusto conforto al grido di dolore che proviene dalle carceri abruzzesi. La stessa Bernardini, che tutti dicono sia la migliore in assoluto per competenze ed esperienza, potrebbe comunque diventare garante altrove, in altre regioni italiane, e lasciare la possibilità di eleggerne uno in Abruzzo magari non del suo livello ma certamente di grande utilità. La stessa Bernardini ha detto più volte che se il suo nome è scomodo allora sarebbe pronta a fare "un passo indietro" che ad oggi non è ancora arrivato. Ovviamente questa è la nostra opinione personale su una vicenda che ci vede portatori legittimi di interesse ma ci sarebbe tanto da dire soprattutto in termini di rispetto da parte di chi ha presentato la candidatura pensando in una selezione basata sui criteri scritti nel bando, e non altro:

a)      tra coloro che abbiano svolto attività di grande responsabilità e rilievo in ambito sociale e che conoscano a fondo le problematiche della reclusione e del rapporto mondo esterno-mondo interno, con attenzione particolare al dettato costituzionale del reinserimento dei detenuti;

b)      tra personalità con comprovata competenza nel campo delle scienze giuridiche, scienze sociali e dei diritti umani e con esperienza in ambito penitenziario;

c)       tra professori universitari ordinari di materie giuridiche o sociali e che abbiano svolto ricerche sulle tematiche penitenziarie e detentive;

d)      tra personalità di alta e riconosciuta professionalità o che si siano distinte in attività di impegno sociale;

e)      tra coloro che hanno ricoperto incarichi istituzionali di grande responsabilità e rilievo e che hanno una indiscussa e acclarata competenza nel settore della protezione dei diritti fondamentali, con particolare riguardo ai temi della detenzione. 

Redazione Independent

martedì 14 giugno 2016, 12:34

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