Il principio di massima trasparenza e il ruolo della stampa. A che punto siamo?

Il Comune di Pescara ha approvato una delibera in recepimento dei principi contenuti nel Nuovo Codice degli Appalti ma a distanza di un anno e mezzo nulla è stato fatto

Il principio di massima trasparenza e il ruolo della stampa. A che punto siamo?

IL PRINCIPIO DI MASSIMA TRASPARENZA E RUOLO DELLA STAMPA. Il principio di trasparenza è la chiave di volta che permette ai cittadini un controllo costante dell’attività della Pubblica Amministrazione e allo stesso tempo implica la responsabilità degli amministratori pubblici per gli atti da essi compiuti (principio di imparzialità art. 97 Cost.). La trasparenza è quindi partecipazione alla vita pubblica, è cittadinanza attiva, consapevolezza e interesse verso il Bene Pubblico. Ma la trasparenza, e quindi visibilità dell'attività degli enti Pubblici, presuppone l'esistenza di un corretto canale informativo tra Pubblica amministrazione e cittadini. La trasparenza, quale strumento atto a garantire il buon andamento e l’imparzialità delle istituzioni, caratterizza la pubblica amministrazione già nella legge 241/1990, La stampa cartacea e quella on line, che a partire dagli anni 90 hanno avuto un ruolo crescente nell’informazione, sono perciò il presidio ineludibile della comunicazione istituzionale. Particolarmente delicato è poi il ruolo dei giornali nel contrasto dei fenomeni di corruzione e nello sviluppo di una corretta concorrenza nell'aggiudicazione degli appalti. Tanto che già da tempo l’Unione Europea, ha affermato che “L’ampia disponibilità e la facilità di utilizzazione di Internet rendono gli avvisi pubblicitari di appalti pubblicati sui siti molto più accessibiliin particolare per le imprese di altri Stati membri e le piccole e medie imprese interessate ad appalti di importo limitato. Internet offre un’ampia gamma di possibilità per la pubblicità degli appalti pubblici: gli avvisi pubblicitari sul sito Internet dell’amministrazione aggiudicatrice sono flessibili ed efficaci sotto il profilo dei costi...I portali di Internet creati specificamente per gli avvisi pubblicitari di appalti hanno una visibilità più elevata e possono offrire maggiori maggiori opzioni di ricerca” (Comunicazione interpretativa della Commissione europea C-179/2006). Dopo un lungo e travagliato processo finalmente il Codice degli Appalti è arrivato ad una formulazione definitiva. In esso il ruolo della stampa viene confermato e riconosciuto. Infatti a partire dall’1 gennaio 2017,viene sancito l’obbligo di pubblicare i bandi di gara d’appalto sui quotidiani nazionali e locali e ciò per "garantire adeguati livelli di trasparenza e di conoscibilità delle procedure di gara e di favorire la concorrenza attraverso la più ampia partecipazione delle imprese interessate, anche nelle realtà territoriali locali”. Tale decreto, ha introdotto l’obbligo di pubblicazione per estratto sui quotidiani nazionali e locali (almeno un quotidiano nazionale ed uno locale per procedure di affidamento di lavori o concessioni di importo compreso tra € 500.000,00 ed € 5.225.000,00,  ovvero almeno due quotidiani nazionali e due locali per gli appalti di lavori, servizi e forniture di importo superiore alle soglie dell’art. 35, commi 1 e 2) degli avvisi, dei bandi e delle aggiudicazioni. Il successivo art. 4 stabilisce  la pubblicazione, sempre per estratto, anche degli avvisi di post informazione (almeno su due quotidiani nazionali e locali per le procedure superiori alle soglie comunitarie, almeno un quotidiano nazionale ed uno locale per le procedure relative a lavori di importo compreso tra € 500.000,00 e le soglie comunitarie).

IL COMUNE DI PESCARA. Quasi in concomitanza dell’entrata in vigore del Nuovo Codice degli appalti il Consiglio comunale di Pescara, su proposta dei consiglieri Francesco Pagnanelli (Partito Democratico) e Daniela Santroni (Liberi e Uguali) ha approvato una mozione per destinare una percentuale economica di ogni appalto o servizio alla massima trasparenza e alla comunicazione mediante mezzi di informazione. L’avvocato Francesco Pagnanelli, Presidente della commissione Consiliare Grandi Infrastrutture, oggi presidente del Consiglio Comunale, ha così illustrato la mozione:” E’ giusto che i cittadini sappiano come vengono spesi i soldi pubblici. Si tratta di una richiesta che  affiancandosi ai canali istituzionali dell’Ente che, tramite i social, il sito e la comunicazione alla stampa, rende noti gli atti e i progetti in corso. Destinando una quota alla  comunicazione del lavoro in corso attraverso avvisi stampa su testate giornalistiche sia on line che carta stampata e video, sarà possibile dare alla gente uno strumento importante per partecipare come soggetti attivi alla gestione della cosa pubblica. Sono certo che il sindaco e la giunta recepiranno questo indirizzo fatto proprio anche dal Consiglio Comunale”. Purtroppo a distanza di oltre un anno e mezzo nulla è stato fatto; non è stato dato alcun seguito alla dichiarazione d’intenti e soprattutto non sono stati recepiti i principi giuridici che discendono dal Nuovo Codice degli Appalti laddove si parla dell’obbligo per gli enti pubblici alla pubblicazione per estratto dei bandi di gara d'appalto su almeno un quotidiano a diffusione nazionale e su almeno uno a diffusione locale. 

L'APPELLO DEL CEO ABRUZZO: "BASTA CON LE SCUSE". Il Comitato degli Editori Online Abruzzesi (CEO ABRUZZO) è da tempo impegnato in questa battaglia che ha tra gli obiettivi, oltre a quelli sopracitati nell'articolo, anche tutelare il pluralismo dell'informazione e favorire l'occupazione in un settore in profonda crisi, soprattutto in Abruzzo. "Abbiamo scritto al sindaco Marco Alessandrini, al presidente del Consiglio Francesco Pagnanelli ed a tutti i capigruppo dell'assise pescarese per essere ricevuti e finalmente di discutere un efficsce regolamento attuativo di quanto già deliberato", spiega Marco Manzo, "ma ad oggi le nostre richieste sono rimaste inascoltate". Da quanto si è appreso l'Ente ha richiesto una "specie di via libera istituzionale" prima all'Autorità Nazionale Anticorruzione, poi alla Corte dei Conti, i quali hanno risposto che non sono organi consultivi e che non è di loro competenza l'emissione di pareri. "Basta con le scuse - conclude il dott. Manzo  - è il momento di prendere decisioni coraggiose e all'avanguardia coi tempi".

Redazione Independent 

mercoledì 10 gennaio 2018, 15:22

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