Il potere trasformante dell'informazione

Scrivere è un cammino che in ogni caso conduce alla libertà. La nuova firma di AbruzzoIndependent.it è lo psicologo Alfredo Vernacotala

Il potere trasformante dell'informazione

Quando si decide di trasporre in versi i propri sentimenti, le proprie angosce si intraprende un cammino volto a conferire libertà a sé stessi e al lettore. Si assiste nel contempo ad una mistificazione delle idee di intellettuali non allineati che ledono il supposto potere di chi usa l'informazione per trasformare un pezzo giornalistico in un comizio apportante nuovo plauso tra gli astanti.

Il limite di questa società consta del fatto che non ha la volontà, il desiderio di porsi come obiettivo il superamento delle barriere ideologiche che invischiano tanto chi scrive, quanto il lettore che è costretto a dimenarsi tra notizie vere e arzigogoli ove prevale il pressappochismo perché si ha timore di non rispondere a chi ha dato il permesso di “respirare”.

Quando si scrive ci si lascia andare, si lasciano i freni inibitori in allerta per non permettere l'esondazione che costerebbe la perdita della libertà di stampa. Ovviamente scrivere libri o fare conferenze, convegni sono ben altro da un articolo giornalistico che abbia come base la volontà investigativa per giungere ad una miglior disamina del contesto sociale in ci si muove.

I limiti dellla nostra regione sono molti: scevra da ogni volontà ideologiche, quanto si connota di sillabe formanti l'ideale di chi scrive, si afferma che ogni discussione, anche relativa alle disfunzioni riscontrabili nel sistema politico-sociale non permettono di formulare giudizi. A mio avviso quando si è voce del popolo – quando si scrive non conta né destra politica, né sinistra politica – la meta dell'informazione è puro atto informante, ovvero capacità di mostrare la realtà sociale allo specchio, senza temere giudizi.

Chi scrive – oltre ad essere psicologo – è anche scrittore che si diletta a scrivere: più l motivazione che singe a scrivere è forte, più aumenta la percezione di allontanamento dalla società di riferimento. È d'obbligo approfondire meglio questo concetto: chi scrive osserva, distaccandosene, la società, rimanendone però più aderente di coloro che osservano soltanto ciò che è giusto che venga osservato e poi redatto in un articolo.

La scrittura è una sorta di fuga, di rifugio in una realtà ove l'obiettività è il mezzo attraverso cui – giorno dopo giorno – si costruisce la meta, rappresentazione di generazioni che crscendo affermano la necessità di essere liberi.

A questo punto è lecito porsi un ulteriore quesito in questo mio primo viaggio con Abruzzo Independent: ciò che si definisce libertà, in realtà, oggi cos'è?

È un quesito difficile da sbrogliare; in primis poiché non v'è poi tanta differenza tra regimi totalitari e una democrazia controllata che finisce con mistificare i valori della libertà; in secondo luogo, libertà – come dice Gaber – è partecipazione, partecipazione che rende atto ciò che in potenza non viene detto o scritto perché avulso dal contesto in cui si vive. La libertà oggi è vituperata, è schiacciata dalla volontà dei pochi di rendere sottomesse persino le idee che non sfociano nell'ideologia. In effetti ogni ideale trasformato diviene ideologia creando la fine di un sogno.

Il concetto di libertà ben si coniuga con l'arte dello scrivere poiché lasciano spazio alla creatività dell'individuo. Qualora ci si chiedesse perché si parla di creatività, la prima riflessione conduce alla valutazione del quotidiano come motore entro cui avvengono i mutamenti importanti per gli individui. La creatività non è soltanto una canzone, un quadro o una poesia; la creatività è anche trasformazione delle proprie idee, ri -creazione delle giornate e capacità di resilienza innanzi alle problematiche. La creatività – ci dice un grande analista junghiano scomparso Aldo Carotenuto – è parte integrante dell'essere umano, ed è ciò che caratterizza la vita vissuta dalla semplice comparsa, o meteora che dir si voglia.

Scrivere, ascoltare dipingere scenari che operano delle modificazioni geopolitiche: questi sono i compiti di chi ama fare informazione a livello globale con web, potenziale nascosto e spesso usato per fini criminali.

Ogni sillaba, ogni frase e ogni dettatura intellettuale hanno sempre una componente emotiva fondante la volontà di essere edotti su argomenti che lasciano crescere sia chi scrive che chi legge, informandosi.

 

Alfredo Vernacotola

venerdì 17 luglio 2015, 12:02

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