«Il pifferaio» non lascia!

Elezioni. L'incredibile vicenda del candidato premier: dalle primarie mancate al ritorno in campo di Berlusconi

«Il pifferaio» non lascia!

ELEZIONI. IL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA E' BERLUSCONI. I più smaliziati sapevano che dietro le primarie del Pdl, prima annunciate da Alfano e poi clamorosamente revocatete dal "dominus", c'era qualcosa che non quadrava. «Possibile che Silvio lasci davvero il campo?», si domandavano gli ultrà del 74enne milanese. No assolutamente. Et voilà l'ennesimo coup de théâtre del protagonista della scena politica italiana dell'ultimo ventennio, definito ieri da Mario Monti «pifferaio». «Torno in campo per vincere». Così l'8 dicembre scorso è iniziata, ufficiosamente, la campagna elettorale di Silvio Berlusconi, datato 8 dicembre. E, tutto questo con buona pace di Angelino Alfano da Agrigento, che sino all'ultimo aveva sperato nella candidatura a premier per il Pdl. C'era naturalmente il problema di recuperare gli alleati storici della Lega Nord, gli ex Aenne (Crosetto, Meloni, La Russa) conflutiti in Fratelli d'Italia, oltre alla La Destra e Grande Sud in vista delle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. E' andata come da copione. Con Maroni l'accordo è stato sigillato durante una notte ad Arcore, in cui sul piatto della bilancia c'era anche la Lombardia, mentre con gli altri è venuto da sè. Ieri, poi, l'ultimo clamoroso indizio: il Popolo delle Libertà ha depositato il simbolo al Viminale con la scritta Berlusconi. insomma, se diversi indizi fanno una prova, allora tutto lascia presagire che sarà il tre volte Presidente del Consiglio, fondatore di un impero economico, recentemente condannato al pagamento del mantenimento dell'ex moglie Veronica Lario alla fantasmagorica cifra di 200mila euro al giorno a sfidare il giudice palermitano Ingroia, il segretario del Pd Bersani e, appunto, l'odiato Professore. Manca solo l'annuncio ufficiale. A quando il prossimo coup de théâtre?

COSA DICONO I SONDAGGI. Un sondaggio Euromedia Research, pubblicato lunedì, sul sito AffariItaliani.it parla di un Popolo della Libertà resciuto rispetto alla scorsa settimana del 2,6%, passando dal 20,5 al 23,1%. Che sia merito dell'effetto Santoro e della trasmissione Servizio Pubblico? Sempre l'agenzia Euromedia ha aggiunto che il totale della coalizione di Centrodestra è balzata dal 30,7 al 34,2%, mentre lo schieramento Pd-Sel-altri è salito dello 0,2% dal 38,5 al 38,7%. Insomma: il distacco tra Bersani e Berlusconi si sarebbe quindi ridotto, passando da 7,8 punti a soli 4,5. Leggera crescita anche per il rassemblement centrista di Mario Monti, dal 10,5 all'11,3%.

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lunedì 14 gennaio 2013, 18:35

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