Oppure Nichi con l'orecchino

Vendola show: «La scuola è lo specchio del decadimento della società italiana». Domenica si vota per le primarie

Oppure Nichi con l'orecchino

IL GOVERNATORE CON L'ORECCHINO. Nicola Vendola da Bari, detto "Nichi", 52 anni, segno zodiacale della Vergine, omosessuale, cattolico, laureato in Lettere e Filosofia con una tesi su Pier Paolo Pasolini, già Governatore (con l'orecchino) della Regione Puglia, leader di Sinistra, Ecologia e Libertà (Sel) ha inchiodato la platea abruzzese - ieri è stato prima a Chieti e poi a Pescara - col suo "sapientissimo" elequio fatto di citazioni dotte e contenuti che puntano dritto al cuore. Eh, già! Il terzo incomodo (?) nella corsa alle primarie del centrosinistra del prossiomo 25 novembre dal punto di vista del lessico - a volte anche sui contenuti - non teme rivali. Vendola, ieri, ha fotografato la realtà del mondo e dell'Italia parlando di berlusconimo, del decadimento della società italiana, di guerra, dello "specchio" che è scuola pubblica, dei malati di Sla, dei poliziotti che manganellano i 15enni, del precariato, del lavoro che non c'è, di cultura e agricoltura, di riqualificazione delle periferie e smart cities, della Cina e, naturalmente, di Pier Paolo Pasolini. Al termine dello show davvero convincenti sono stati gli applausi per Nichi e l'abbraccio della folla molto caloroso. Senza parole il segretario regionale di Sel, Gianni Melilla, ed il "delfino" pescarese Giovanni Di Iacovo. Non c'è dubbio: Vendola è un vero leader!

IL PROGRAMMA DI NICHI PREMIERCultura: Se vogliamo che il futuro non sia lasciato al caso o diventi un qualcosa di cui avere paura è necessario tornare a credere nel valore delle idee. Le idee sono la causa di tutto ciò che ci circonda e la cultura è la loro unione. Formazione: Nella classifica OCSE sugli investimenti e sullo stato di salute del sistema della Formazione nei paesi più industrializzati nel mondo, l'Italia occupa le ultime posizioni. Siamo penultimi, al 31° posto su 32Agricoltura. L'agricoltura è un settore decisivo per il raggiungimento dei complessivi obiettivi della strategia EU 2020 in termini di crescita intelligente e sostenibile. In Italia i giovani possono appassionarsi e lavorare in un settore a lungo bistrattato se l'agricoltura diventa innovativa e qualificata. Pace. Vogliamo che la mission internazionale del nostro Paese sia fondata sull'opzione nonviolenta e sulla cooperazione. Vogliamo essere protagonisti di nuovi strumenti a servizio della pace tra i popoli: dal sostegno attivo alla prevenzione dei conflitti alle mediazioni politico-diplomatiche, fino all'interposizione nonviolenta dei corpi civili di pace. EuropaL'Italia deve tornare a essere protagonista della formazione degli Stati Uniti d'Europa con al centro politiche fiscali eque che contribuiscano a ridistribuire la ricchezza e rilanciare un piano europeo per la buona e piena occupazione, per la conversione dell'economia e dei cicli produttivi, per politiche di welfare e di cittadinanza, per il reddito minimo su scala continentale. Cooperazione. La lotta alla povertà e all'esclusione sociale, l'impegno per la conversione ecologica dell'economia sono la proiezione dell'Italia al di là dei confini nazionali, come attore responsabile in Europa e nel mondo. Il rilancio della cooperazione può essere un'opportunità per contribuire alla costruzione dell'Europa politica. Lavoro. Il lavoro è la leva dello sviluppo della persona, la chiave di accesso alla cittadinanza, l'espressione più reticolare della democrazia. Una cittadinanza senza lavoro è priva sia di reddito che di partecipazione alla produzione della ricchezza nazionale. Animalismo. Ogni animale del creato è dotato di una propria autonoma sensibilità, di provare la stessa sofferenza degli animali umani. Le sperimentazioni sugli animali e le pratiche di vivisezione, che li considerano alla stregua di oggetti inanimati da manipolare a piacimento, sono l'indice di una concezione incapace di custodire il pianeta e il vivente. Portiamo anche qui il bisogno di cambiamento. Antiproibizionismo. La cultura proibizionista è una finzione, inutile e pericolosa perché, nella realtà, essa produce solo un consumo illegale e incontrollato di sostanze. Per questo intendiamo proporre l'immediata abolizione della legge Fini/Giovanardi. Pensiamo che si debba adottare una legislazione che sia rispettosa dei diritti delle persone e che serva a perseguire duramente le organizzazioni criminali. Mobilità. Nell'era del villaggio globale l'Italia è chiamata a giocareun ruolo importante nel ridisegnarsi delle mappe dei trasporti e della mobilità. Invece proprio in questo settore sconta un deficit strutturale. Il settore dei trasporti e della mobilità sostenibile è cruciale nella sfida per la modernizzazione del Paese e la riconversione ecologica, non solo per le ricadute ambientali, ma per l'impatto determinante sulla qualità della vita di ogni singola persona. Parchi. Le aree protette non sono solo uno strumento formidabile per la conservazione della biodiversità ma anche un volano per lo sviluppo. La perdita di Parchi comprometterebbe non solo l'equilibrio dell'ecosistema ma sarebbe anche un danno economico. Vogliamo impedire che venga messa in discussione la sopravvivenza stessa del sistema delle aree protette che per noi costituiscono un patrimonio irrinunciabile per la costruzione materiale del paese. Energie. La proposta di strategia energetica nazionale proposta dal governo Monti è nata vecchia e sembra orfana del nucleare. Cerca in ogni modo di dare un futuro ai combustibili fossili che un futuro non lo potranno avere. La diffusione delle energie rinnovabili elettriche può trasformare l'Italia in un paese libero dal ricatto – politico, oltre che economico – di carbone ed energie fossili. Smart Cities. In Italia si consumano giornalmente più di cento ettari di suolo al giorno, è in aumento il fenomeno degli sprofondamenti nei centri urbani, altro indicatore della fragilità delle nostre città. Per trasformare le città e promuovere l'innovazione è necessario investire sulla centralità delle Smart Cities, promuovendo processi partecipativi. Finanza. La nostra proposta in materia di sistema finanziario si basa sull'assunto contenuto nell'articolo 47 della nostra Costituzione, che recita: "La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito". Economia e Fisco. In Italia si pagano troppe tasse e i servizi non funzionano. Lo squilibrio del nostro sistema fiscale, oltre che la sua cronica incapacità di contrastare i comportamenti illeciti, deve puntare a una riforma di sistema che preveda l'imposta patrimoniale e riduca la pressione fiscale sui soggetti che oggi contribuiscono onestamente. Giustizia. Bisogna abbandonare la logica dell'intervento d'urgenza e realizzare una riforma di sistema che possa garantire, finalmente, una giustizia più efficiente e veloce. Vogliamo dire basta a una giustizia tollerante fino all'impunità per i potenti, spietata per i migranti e gli emarginati. Diritti. L'Italia è un paese in cui c'è il "problema" degli omosessuali, il "problema" delle coppie non sposate, il "problema" del fine vita, il "problema" della procreazione assistita. Vogliamo sostituire la parola problema con libertà. Vogliamo un paese in cui i diritti siano interi e non dimezzati dai pregiudizi. Legalità. La lotta alle mafie e alla corruzione deve diventare una chiave di lettura dei processi sociali e non essere solo un capitolo delle politiche di sicurezza. Essa è parte di un progetto di società che propone una riforma sociale e morale del Paese. Anticasta. Proponiamo che i rimborsi elettorali siano legati esclusivamente alle spese effettivamente sostenute per l’attività politica e la partecipazione dei cittadini e che non si possano usare per fini impropri (operazioni immobiliari o finanziarie). Federalismo. Non vogliamo riportare le lancette indietro di un decennio e riproporre in blocco il vecchio titolo V. Pensiamo che sia però necessaria una revisione che dia senso alle sfide che abbiamo di fronte in tempi di crisi. Acqua e Rifiuti. L'acqua è un bene comune. Indietro non si torna. Dobbiamo ripensare i suoi modelli di gestione, favorendo la pubblicizzazione delle reti e dei sistemi di gestione. Vogliamo varare una strategia nazionale di prevenzione finalizzata alla riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti.

Marco Beffe

giovedì 22 novembre 2012, 10:58

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