Il cinema italiano in lutto per la scomparsa Philip Seymour Hoffmann

Sul profilo facebook il regista Muccino lo ricorda come uno dei magnifici interprete di Hollywood: "Divorato dal cinema"

Il cinema italiano in lutto per la scomparsa Philip Seymour Hoffmann

PHILIP SEYMOUR HOFFMANN, VINCITORE DELL'OSCAR, SE N'E' ANDATO. 

La morte del grandissimo performer americano Philip Seumour Hoffmann, celebre per troppe interpretazioni magnifiche, tra cui quella che gli valse l'oscar nel 2006 come miglior attore protagonista( Truman Capote) - ma come dimenticarlo in Magnolia, Onora il Padre e la Mande, Il Grande Lebowski ed Il Talento di Mr. Ripley? -  ha scosso oltre che milioni di fan in tutto il modo, anche gli addetti ai lavori.

Tra i commenti più intensi ci è piaciuto quello del regista italiano Gabriele Muccino che sul suo profilo facebook ha dedicato un lungo "addio" alla vita professionale ed umana di Philip Seymour Hoffmann. 

"Il mondo ha perso oggi un grandissimo attore. Ho sognato di assumerlo pochi mesi fa ma mi dissero che era in rehab. Questo purtroppo si sente troppo spesso su troppe celebrities, attori, produttori, registi, che vivono e lavorano da queste parti. Spesso divorati da un sistema che ti mette sotto una pressione per troppi insostenibile. Oserei dire incompatibile con la natura umana, non certo nata per gestire questa enorme globale esposizione mediatica in cui il cinema da un secolo a questa parte ha proiettato le sue Star. 

La solitudine in cui ti fanno sentire le menzogne e il carrierismo cinico e sfrenato di un industria che ha storicamente divorato grandissimi talenti, i voltafaccia e i tappeti rossi, gli alti e i bassi, gli Oscar vinti e le sale d'attesa quando i film successivi al picco di massima gloria non portavano più a casa film di successo (e l'idea del successo, a Hollywood, si associa unicamente al denaro non alla qualità pura del film), hanno infranto migliaia di carriere. 

Il sistema hollywoodiano è stato descritto in autobiografie e saggi, dagli anni '20 ad oggi dai più grandi e celebri protagonisti e testimoni. Le dinamiche non sono mai cambiate. Buster Keaton re incontrastato del cinema muto, quando arrivò il cinema sonoro non seppe adattarsi al nuovo sistema e, caduto in rovina, alloggiò alcolizzato in una roulotte in un parcheggio esattamente davanti agli Studios della Paramount di cui era stato guru indiscusso e incontrastato. Perché? Forse perché non voleva dimenticare. Era l'ultimo a non volersi dimenticare di chi era stato.

Chi fa sognare milioni di persone è spesso straordinariamente fragile. Nasconde la sua fragilità con la maschera che ad Hollywood in moltissimi sono costretti ad indossare. Quella dell'eterno vincente, dell'eterno sorriso, dell'invincibilità che tutti ti richiedono. Ma alla fine siamo tutti uomini e fallibili. E Inciampare è semplicemente fragilmente umano. A Hollywood, inciampare, raramente si perdona. 

Addio Philip Seymore Hoffmann. 

Sei stato un attore straordinario, dolce, delicato, unico. Un fuori classe e resterai tale perché il tuo talento non verrà mai dimenticato ma solo rimpianto. E la tua emotività che ti ha ucciso è in ogni espressione impressa per sempre sulla celluloide. 

ll grande cinema che ci fa ancora ridere con Buster Keaton e commuovere con Clark Gable ti accoglie oggi con loro. 
 

Gabriele Muccino".

lunedì 03 febbraio 2014, 13:58

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