Il Referendum del Ferrini

L'appuntamento elettorale è fissato per il 4 dicembre. Molti dubbi sulla Riforma Renzi-Boschi vengono analizzati dal celebre autore e fumettista toscano

Il Referendum del Ferrini

- Ferrini, allora allora a dicembre aboliamo il Senato?

- No, guardi, lei è informato male. Il Senato continuerà ad esistere anche se vota sì. E si troverà esattamente dove si trova adesso.

- Sì, intendevo dire che non sarà mai uguale alla Camera.

- Mi spiace contraddirla di nuovo ma continueranno ad esistere anche leggi bicamerali per le quali il Senato manterrà le stesse funzioni che ha adesso.

- Sì ma ci saranno leggi fatte solo dalla Camera.

- Non è esatto. Il Senato potrà comunque in varie occasioni proporre modifiche sulle leggi e rimandarle alla Camera, che dovrà poi approvarle a maggioranza assoluta dei suoi componenti. E, attenzione, ho detto assoluta quindi non basterà quella dei presenti in aula.

- Però deve ammettere che con il bicameralismo paritario l'iter per l'approvazione delle leggi è lento.

- Cazzate, prenda la modifica costituzionale dell’articolo 81 (il pareggio di bilancio), è stata fatta in tre mesi. Non si faccia prendere per il culo, se vogliono le leggi le fanno anche adesso, e pure di corsa.

- Ok, però risparmieremo 50 milioni di euro l'anno.

- Cazzate. Un solo F35 costa la stessa cifra. L'Imu non pagata sugli edifici della Chiesa si attesta sui 2,2 miliardi. Ripeto: 2,2 MILIARDI.

- Parli come i grillini, che votano contro solo perché vogliono far cadere il governo.

- Mh. E quindi? In un referendum ci sono solo due risposte possibili, è fisiologico che persone ideologicamente differenti si trovino accanto. Se rifiuti un menù in cui c'è il fegato, non è detto che tu sia vegano, magari ti fa solo schifo il fegato. E io i senatori li voglio eleggere.

- Ecco, voi dite che i senatori non saranno eletti e invece non è vero! Saranno eletti nelle regioni, nelle città, ma saranno eletti!

- Certo. Saranno eletti per fare i sindaci o i consiglieri regionali, NON per fare i senatori. Io il mio sindaco lo potrei votare semplicemente perché le alternative sono peggiori ma non lo vorrei di certo in Parlamento. Lo eleggo perché si occupi delle buche nelle strade non dei diritti delle persone.

- A dire il vero ho letto che dovranno fare una legge sulle schede: pare che ci sarà scritto quali candidati potrebbero andare al Senato.

- Senta, "pare che" non è sufficiente. Prima mi si spieghi come e dopo mi si chieda un parere, io carta bianca non la do manco al barbiere, figuriamoci ad Alfano.

- Però deve ammettere che con questo nuovo Senato ci sarebbe più governabilità.

- Cazzate. La "governabilità" ci sarebbe se alla Camera vincesse lo stesso partito che ha già la maggioranza al Senato, il che non è mica sicuro. Al momento -per esempio- avremo senatrici la Raggi e la Appendino, ma anche De Magistris, che di certo non agevolerebbero Renzi. Con l’abolizione delle materie concorrenti aumenteranno i ricorsi tra Stato e Regioni e di conseguenza anche il contenzioso tra Camera e Senato.

- Vabbè, ma allora in Germania? Loro hanno un Senato fatto così.

- Cazzate di nuovo. In Germania i "senatori" del Bundesrat hanno il vincolo di mandato coi Länder di provenienza. In pratica devono votare come decidono le "regioni", perché l'idea tedesca è quella di contrapporre un potere federale/locale a quello del governo. Se vince il sì, in Italia, non c'è nessun vincolo di mandato rispetto alla regione di provenienza (anche perché sarebbe incostituzionale).

- Sempre con questa storia dell'incostituzionalità... Ferrini, la Costituzione è uguale da settant'anni, ora anche basta.

- Altra gigantesca puttanata. Pensi che gli articoli della Costituzione dal 1989 sono stati ritoccati 12 volte. Praticamente una volta ogni due anni. Se la ricorda la riforma del titolo V che riorganizzò il potere delle regioni? E il "pareggio di bilancio"? Quindi NO, non è vero che è rimasta uguale, e se anche fosse non vedo il problema. C'è voluto molto tempo e molto sangue per scriverla.

- Ferrini, guardi che sono a favore pure Serra e Benigni!

- Ah beh allora mi arrendo. La Lucarelli ha aggiunto qualcosa? Povia s'è espresso?

- Intendevo dire che anche loro, che son sempre stati progressisti, dopo 70 anni riconoscono che siamo pronti a cambiare la Costituzione.

- Lei dice eh? Io invece credo che se vivessimo in una democrazia matura a quest'ora il parlamento avrebbe partorito una riforma condivisa senza la necessità di ricorrere a un referendum come si fa con l'aiuto del pubblico da Jerry Scotti.

- Vabbè, ma non è che viene stravolta.

- Ah no? Modificare 47 articoli della Carta (QUARANTASETTE) a maggioranza le pare poco?

- Voi di sinistra siete degli immobilisti.

- Cosa ci combinano la sinistra e l'immobilismo? La Costituzione non è una carta di sinistra, la Costituzione è il salvagente di tutti, e ha impedito negli anni che si approvassero le peggiori porcate, a partire proprio dal Lodo di Angelino Alfano, che ora vorrebbe diventare padre costituente. E immobilismo una bella sega, io sto dicendo che _questo_ cambiamento non mi piace. Non "il" cambiamento. Quanto al "guardare avanti", sarà meglio invece guardarsi di dietro.

- Perché?

- Le faccio un esempio. 2018: Salvini alleandosi con la Meloni e Forza Italia fa un listone e raccoglie circa un terzo dei consensi. Va al ballottaggio. Al secondo turno confluiscono contro il centrosinistra anche i voti grillini. Salvini vince.

Ora grazie alla maggioranza schiacciante e ubbidiente di una Camera 6 volte più grande del Senato (con molti nomi che ha scelto personalmente, candidandoli come capilista) può decidere sui diritti fondamentali di libertà, sull’indipendenza della Magistratura, sulle regole dell’informazione, può riscrivere la legge elettorale e pure dichiarare guerra.

- Vabbè ma è uno scenario catastrofico, non accadrà mai.

- Lei dice, eh? Lo sa perché il M5S ha perso nel 2013?

- Beh, perché non si coalizzarono con nessuno.

- Esatto. Ma ora con l'Italicum non serve più, grazie al ballottaggio.

- È vero, ma cosa c'entra il Senato?

- C'entra perché al Senato presero molti meno voti essendo tagliato fuori il loro bacino elettorale forte che è quello dei giovanissimi (18-21 anni). Eliminando pure l'elezione diretta della camera più "matura", gli si sta praticamente consegnando in mano il Paese.

- Matura?

- Sì, lei lo sa che adesso per diventare senatore occorrono 40 anni e dopo la riforma ne basteranno 18? Diciottenni che eleggeranno senatori diciottenni. Questo sarebbe il piano per contrastare il M5S? Geniale.

- Ferrini, in pratica lei mi sta dicendo che ai leghisti e ai grillini converrebbe votare Sì?

- Esattamente, ma quelli che trovo davvero patetici sono i renziani che voteranno questa vaccata solo per tifoseria. A questi, glielo giuro, quando avremo un Salvini o un Di Battista Presidente del Consiglio andrò a prenderli a labbrate uno ad uno.

- Ma io...

- Sì, cominciando da lei.

Ettore Ferrini

lunedì 14 novembre 2016, 12:36

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