Il Pescara è un cardellino

Troppo debole la squadra di Bergodi contro l'aquila laziale. Ma con 5 dietro è meglio. Da riprovare in futuro

Il Pescara è un cardellino

SI INVERTONO GLI ADDENDI MA IL RISULTATO NON CAMBIA. Sconfitta. Un'altra. Meno roboante di tante altre, ma pur sempre una sconfitta. Mister Bergodi ha scelto di mandare in campo una formazione più abbottonata per contrastare le incursioni laziali, ma nonostante tutto il risultato è stato avverso ai biancazzurri. Ci hanno pensato Radu e Lulic a indovinare i tiri della domenica nonostante si sia giocato di lunedì. Poi è stata determinante la fragilità psicologica del Pescara e la sua 'impotenza' in attacco a fare il resto. La Lazio non è apparsa irresistibile e si è capito come la squadra di Petkovic le abbia prese dal motivato Siena qualche giorno fa. Ad ogni modo la sensazione è quella che il Pescara dovrà adottare più spesso la difesa a cinque per essere meglio messa in campo. Restano i gravissimi problemi in avanti dove non si batte un chiodo. Primo tempo Il Pescara parte bene e all'11' Cascione prova la rasoiata dalla distanza, la palla è deviata da un difensore biancoceleste e per poco non beffa Marchetti. Risponde Floccari che in area biancazzurra stoppa di petto e rovescia, ma la palla è out. Al 19' è Hernanes a tentare il tiro da lontano, ma la palla, che batte a terra nell'area piccola, esce a lato. Come un fulmine a ciel sereno arriva il vantaggio dei laziali al 29' con una bordata di Radu dai 27 metri: per Pelizzoli, che forse non è esente da colpe, non c'è nulla da fare. I biancazzurri provano a non imbarcare e alzano la testa sempre con capitan Cascione che finalizza una buona azione di Bjarnason con un tiro dal limite fuori di poco. Peccato per il Pescara che al 35' Lulic indovini il sette con un gran tiro dai 20 metri, ma in questo caso gravi colpe degli adriatici che non sono stati capaci di contrastare l'avanzata per vie centrali del numero 19 biancoceleste. Gli abruzzesi potrebbero sfruttare una punizione dal limite allo scadere, ma lo schema dai 20 metri non porta a nulla di buono. Secondo tempo È il 12'st quando Candreva si libera della marcatura e dal vertice dell'area di Pelizzoli lascia partire un tiro a giro che sorvola la porta adriatica. Al 19'st Floccari elude la tattica del fuorigioco pescarese e vola verso Pelizzoli dalla sinistra, arrivato a tu per tu col portiere Adriatico però gli tira addosso favorendo la sua respinta. Si vede i Pescara con un colpo di testa di Caraglio al 27'st, ma l'argentino non trova lo specchio della porta di Marchetti. Torna in avanti la Lazio con Onazi che impegna Pelizzoli a terra al 40'st. Finisce qui. 

LAZIO 2 PESCARA 0

Reti: 29' Radu, 35' Lulic

Lazio (4-1-4-1): Marchetti, Konko (6' Pereirinha), Dias, Cana, Radu, Ledesma, Candreva (37'st Ederson), Gonzalez (20'st Onazi), Hernanes, Lucic, Floccari. In panchina: Bizzarri, Strakosha, Biava, Saha, Kozak. All. Petkovic

Pescara (5-3-2): Pelizzoli, Balzano, Bocchetti, Capuano, Cosic, Zauri, Rizzo, Cascione (42'st Sculli), Bjarnason, Celik (26'st Caraglio), Abbruscato (15'st Caprari). In panchina: Perin, Bianchi Arce, Modesto, D'Agostino, Vukusic. All. Bergodi

Arbitro: Andrea Romeo di Verona. Assistenti: Barbirati e Meli. IV Uomo: De Pinto. Addizionali: Rocchi e Irrati 

Fernando Errichi

martedì 26 febbraio 2013, 00:32

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