Il MoVimento 5 Stelle intrappolato dalla "ghigliottina" della Boldrini

Il regalo alle banche private infilato nel decreto Imu scatena i "pentastellati". Di Battista alle Invasioni Barbariche: «E' una bugiarda»

Il MoVimento 5 Stelle intrappolato dalla "ghigliottina" della Boldrini

IL M5S INTRAPPOLATO DALLA "GHIGLIOTTINA " DELLA BOLDRINI. Alessandro Di Battista, vice presidente della commissioni affari esteri della camera del M5S, alle "Invasioni Barbariche", ha ammesso che i deputati pentastellati, si sono lasciati andare ad eccessi, come Angelo Tofano che, deplorevolmente in aula, alla fine del suo intervento, se ne è uscito con quell'infelicissima espressione "boia chi molla". Ha così offerto su un piatto d'argento a Tv, giornaloni e Pd l'occasione per farsi dare addosso e dare degli squadristi ai "cittadini" in parlamento. Ma chi glielo ha fatto fare poi a Massimo De Rosa di offendere le deputate Pd con quella frase volgare ed offensiva: "le donne del Pd sono arrivate qui perché capaci a fare i pompini"? Apriti cielo: giovedì Alessandra Moretti, la deputata piddina, dalla Gruber ci ha inzuppato il pane sputtanando il movimento. Naturalmente lo schiaffo che il questore di "Scelta fisica", pardon di Scelta civica, Dambruosio ha rifilato a Loredana Lupo, non è sembrato un vero schiaffo, ma una carezza un pò troppo energica.

IL REGALO ALLE BANCHE PRIVATE INFILATO NEL DECRETO SULL' IMU. Quando si ha contro la grancassa dei media, una battaglia sacrosanta come quella combattuta dal M5S contro il generoso regalo fatto con i soldi dello Stato alle banche private di 7 miliardi tramite la rivalutazione del capitale di Bankitalia, può trasformarsi in una sconfitta oltre che in una beffa se non si tengono a freno le intemperanze . Ed è così che è andata. Bastava non lasciarsi trascinare dall'ira e non trascendere per smascherare la furbata del governo che ha inserito, il gentile "cadeau" alla lobby delle banche private, nel decreto Imu. Tutti avrebbero capito l'imbroglio di Saccomanni: cioè quello di aver legato le sorti dell'Imu, tanto care agli italiani, a quelle della Banca d'Italia. In realtà chi è che ha avuto un comportamento antidemocratico, e che ha scatenato la protesta sopra le righe del M5S, è stata la presidente della camera bollata da di Di Battista come "una bugiarda professionista". Laura Boldrini, per porre fine all'ostruzionismo dei deputati pentastellati ed evitare che il decreto decadesse, si è inventata una norma inesistente, la cosiddetta "ghigliottina", e ha impedito ai numerosi depuati ancora iscritti a parlare di intervenire (in totale erano ben 170 ci cui 107 del M5S).

IL M5S OSTRUZIONISTA COME IL PCI DI NAPOLITANO ALLA LEGGE TRUFFA DEL 1953. L'ostruzionismo alla legge elettorale "truffa" di Scelba dei parlamentari del Pci che si opposero con tutti i mezzi,  è unanimamente reputato del tutto legittimo e persino doveroso. Il premio di maggioranza previsto nella legge del 1953, fa venire in mente l'Italicum, la riforma elettorale targata Renzi-Berlusconi e che ora tanto piace al nostro Presidente della Repubblica. Siccome lo sbarramento, abbassato al 4,5% , favoriva Sel ma non la Lega, da sempre alleata del Caimano che non rinuncia ai voti dei leghisti, bisognava inventarsi un escamotage. Allora ecco che spunta dal cilindro il codicillo Salva Lega in base al quale, quando in tre regioni, si supera la soglia del 9%, il partito che risponde ai requisiti entra in Parlamento. Casualmente solo la Lega supera il 9% in tre regioni, cioè in Lombardia, Veneto e Piemonte. A conti fatti è un accordo "ad escludendum" perché a rimetterci sarà il M5S che, come sembra, non supererà lo
sbarramento del 37% e quindi non potrà usufruire del premio di maggioranza del 15%. Il premio di maggioranza sarà di appannaggio del Pdl o di FI. E nel caso in cui nessuno dei due partiti raggiungesse la soglia minima del 37% il premio di maggioranza andrà al vincitore del doppio turno. L'Italicum è evidentemente incostituzionale perché presenta tutti i difetti del vecchio Porcellum cioè quello delle liste bloccate e dell'eccessivo premio di maggioranza che la Corte costituzionale ha cancellato. Non sarebbe stato meglio forse non sbattere subito la porta in faccia a Renzi quando, prima di rivolgersi a B., il sindaco di Firenze offrì a Grillo la possibilità di scrivere insieme la riforma della legge elettorale? Che si aspettavano l'ex comico e i suoi deputati che dal duo BerlusconiRenzi potesse uscisse una legge super partes? Sarebbe stato come affidare la riforma del codice penale a Salvatore Riina ! Intanto Re Giorgio, infastidito dalle proteste del M5S che hanno causato "disordini", ha colto l'occasione per dire di essere preoccupato per il caos in parlamento e non per la richiesta d'impeachement avanzata dal M5S.

NAPOLITANO NEL1953 ERA CONTRO LA LEGGE TRUFFA SIMILE ALL'ITALICUM. Ha infatti fatto sapere:"sono sereno per me, ma preoccupato per il parlamento". Evidentemente ha dimenticato di quando il Pci, a cui aveva da poco aderito, si scagliò contro il governo De Gasperi fino a causarne le dimissioni. Detto per inciso nelle elezioni che ne seguirono l'attuale Capo dello Stato, sempre nel 53, entrò in parlamento tra le fila dei comunisti. Potevano mancare, a seguire, i rimbrotti e le minacce non tanto velate del premier Letta al M5S? Certo che no!. Il nipote addirittura ha minacciato tolleranza zero verso i pentastellati, accusati di essere usciti fuori dalle regole democratiche. Senonché, come ha ammesso la stessa Boldrini, chi è uscito fuori dalle regole è proprio il governo che, secondo la presidente della camera, crea "ingorgo di decreti" in parlamento e "così genera tensioni". E in effetti il governo, con la raffica dei DL riduce il parlamento a mero organo di ratifica,ostacola, se non impedisce, una discussione democratica dei provvedimenti che non hanno il carattere d'urgenza, come la vicenda Imu-Bankitalia ha dimostrato.

Clemente Manzo

sabato 01 febbraio 2014, 19:06

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