Il Capo dello Stato risponde al (sub) sulla libertà di stampa

Questa mattina il postino ci ha recapitato la missiva del consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari dell'Amministrazione della Giustizia. Traduzione: Non frega a nessuno

Il Capo dello Stato risponde al (sub) sulla libertà di stampa

Questa mattina il postino ci ha recapitato una "missiva" un pò speciale. Confessiamo che quando l'abbiamo aperta un brividuccio ha percosso la nostra pellaccia ed abbiamo persino sperato in bene.

E, invece, riga dopo riga ci siamo trovati costretti a ripassare una chiara, pelosa, verità: cioè che il tema della libertà di stampa e di espressione del pensiero interessano molto poco, per non dire nulla, a chi invece dovrebbe tutelare un diritto sancito dalla nostra Costituzione e che è un fondamento di ogni democrazia.

Il consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari dell'Amministrazione della Giustizia ha risposto via poste italiane, con una busta sigillatissima, anche un pò sexy, al nostro articolo-lettera Mi scusi signor Presidente. Il Sub scrive a Mattarella  nel seguente modo.

"Gentile Signor Manzo,

in relazione alla nota da Lei inviata al Presidene della Repubblica, devo rappresentarLe che il Capo dello Stato segue con attenzione tutti i passaggi dei lavori parlamentari ma non dispone, in base al dettato costituzionale, di alcuno strumento di intervento diretto sui temi richiamati nella Sua missiva attualmente all'esame del Parlamento.

Ovviamente la libertà di stampa e di espressione del pensiero sono valori costituzionali che ogni società democratica deve preservare con estrema cura, anche se vanno bilanciati in modo equilibrato con le esigenze di tutela della dignità delle persone.

Il presidente della Repubblica, nel rispetto delle sue prerogative costituzionali, è in ogni caso tenuto a valutare l'esito dei lavori parlamentari nelle forme previste dal dettato Costituzionale.

Debbo, infine, farLe presente che, in considerazione dei molteplici impegni istituzionali, il Capo dello Stato, al momento, non può accordarLe udienza.

Con i migliori saluti". 

Questa lettera è firmata ma lo scritto risulta incomprensibile almeno ai nostri occhi.

Detto ciò che dire, cosa aggiungere a quando sostenuto da sempre, con la parola ed altre forme di comunicazione. Cioè che è tutto fin troppo chiaro, e non aggiungiamo altro per non rischiare di consentire al nostro paese di fare scatti in avanti in classifica (Reporter sens Frontière) e staccare l'insidiosissimo governo del Nicaragua, che potrebbe scavalcarci da un momento all'altro con riforme migliori della nostra sulla Diffamazione, oltre varie ed eventuali.

La subredazione 

 

mercoledì 04 marzo 2015, 13:04

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