Guai per il senatore Tancredi

Vicenda inceneritore. La Procura di Teramo chiede il rinvio a giudizio per corruzione. Il Pm: Di Zio finanziò il Pdl

Guai per il senatore Tancredi

TERAMO. TANCREDI NEI GUAI PER I RIFIUTI. Ancora guai giudiziari per il senatore del Pdl Paolo Tancredi. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio con l'accusa di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio - il fatto risale ad una variante del Prg nel Comune di Mosciano Sant'Angelo e relativa ad un'area di proprietà della società Diffusione Teramana Sas, di cui è socio l'attuale presidente della Banca di Teramo, Cristiano Artoni, anch'egli indagato - ecco un'altra grana cadere sulla testa del politico teramano. Stavolta la Procura della Repubblica di Teramo ha chiesto il processo per un finanziamento al partito di 20mila euro da parte del “Re dei rifiuti” abruzzese, l'imprenditore Rodolfo Di Zio.

L'ACCUSA E L'INCENERITORE. Secondo i Pm il senatore avrebbe accettato il denaro in cambio del proprio impegno a sbloccare la questione del termovalorizzatore, ovvero dell’inceneritore di rifiuti che il centrodestra regionale intendeva far realizzare e gestire a Teramo dalla Deco, la ditta della famiglia Di Zio. Si tratta di un'inchiesta che, quando uscì sui giornali e web, sollevò molte polemiche.

IL PROBLEMA ELEZIONI. Se dovesse essere approvato il Ddl anti-corruzione, attualmente fermo in parlamento, il senatore Paolo Tancredi rischierebbe l'esclusione dalla prossima tornata elettorale: cioè le politiche del 2013.

Marco Beef