Giovane con la "febbre del gioco" maltratta la madre per soddisfare la malattia

Ancarano (TE). Allontanato da casa 28enne del posto: dovrà rispondere di estorsione, tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia

Giovane con la "febbre del gioco" maltratta la madre per soddisfare la malattia

ANCARANO: 28ENNE ALLONTANATO DA CASA PER IL VIZIO DEL GIOCO. I carabinieri della stazione di Sant'Egidio alla Vibrata, questa mattina, si sono presentati nell’abitazione di C.I., 28enne del posto, che vive con la madre, al quale hanno notificato l’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale, emessa dal Gip del tribunale di Teramo (dott. Domenico Canosa), su richiesta del Pm Scordamaglia, con la quale viene disposto l’allontanamento immediato del figlio dalla casa familiare.

Il tribunale ha disposto anche che il giovane dovrà stare ad almeno 500 metri dall'abitazione di Ancarano (Te) dove vive la madre che l'ha denunciato ai carabinieri perchè stanca dei continui soprusi, maltrattamenti e richieste di denaro che servivano al figlio disoccupato per soddisfare la sua dipendenza dal gioco d’azzardo.

Tali richieste, diventate nel tempo insistenti e pressanti, erano vere e proprie estorsioni poiché contornate da minacce esplicite: in una circostanza, ad esempio, ha minacciato la madre con un martello poi con un coltello. La donna, insomma, era costretta a vivere un clima di terrore e sopraffazione oltre che di grave sofferenza psicologica per il timore della propria incolumità personale.

Talvolta è stata strattonata violentemente o colpita con schiaffi al volto o alle spalle, mentre in altre circostanze le è stata gettata addosso della frutta o acqua per le continue richieste di denaro (20 – 50 euro).

Per tali ragioni, stante il pericolo concreto della reiterazione dei reati da parte dell’indagato, che dovrà rispondere di estorsione, tentata estorsione continuate e maltrattamenti in famiglia aggravati, è stata emessa l’ordinanza di custodia cautelare personale. Ora il ragazzo dovrà guardarsi bene dall’avvicinarsi all’abitazione della mamma poiché la violazione del provvedimento potrebbe costituire un aggravamento della misura cautelare in atto.

Redazione Independent

giovedì 13 febbraio 2014, 10:57

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