Giallo in via Leopardi

Trovato il cadavere di un uomo di 53 anni: è stato accoltellato alla gola. Inquirenti a caccia dell'assassino

Giallo in via Leopardi

GIALLO IN VIA LEOPARDI. C'E' UN MORTO. Il corpo di un uomo di 53enne, Nicola Bucco, è stato trovato intorno alle cinque del pomeriggio del 14 novembre in un appartamento, al piano terra di un palazzo in via Leopardi, nella zona del porto di Pescara. A scoprire il cadavere è stato un amico, coinquilino della vittima e gestore del bar del porto, che ha trovato il corpo riverso in una pozza di sangue. Sul caso indagano gli uomini della Squadra Mobile di Pescara, diretti da Pierfrancesco Muriana. Al momento l'ipotesi dell'omicidio è quella principale. La porta di casa, infatti, era semiaperta segno che la vittima, molto probabilmente conosceva il suo aggressore o i suoi aggressori.


TRE COLTELLATE: UNA ALLA GOLA. Il Pm Gennaro Varone, titolare delle indagini, ha raccontato che Bucco è stato colpito con tre coltellate: due all'addome e quella letale alla gola che probabilmente gli ha reciso l'aorta facendolo morire in pochi minuti. L'arma del delitto non è stata trovata ma è certo che si tratti di un coltello. L'uomo aveva dei piccoli precedenti penali per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il 52enne era stato coinvolto in una vicenda di furti d'identità. Sul luogo del delitto gli uomini della Scientifica hanno effettuato lo sreening delle stanze, anche con l'uso del luminol, per isolare ogni possibile traccia dell'assassino. Inoltre sono stati chiamati i tecnici della Telecom per monitorare tutto il traffico telefonico dell'area - quella del porto è una zona popolosissima - per seguire una possibile traccia legata ad un'utenza telefonica. 

LE INDAGINI E LE PISTE. Ieri sera sono è stata ascoltata in questura l'ex moglie della vittima (Bucco, infatti, era separato) ed i vicini. Gli inquirenti stanno scavando nel suo passato a caccia di un possibile movente. Che si tratti di una vendetta per questioni legate al suo passato? Oppure un movente passionale? O, peggio, un delitto d'impeto motivato da futili motivi? Toccherà agli inquirenti scoprire al prù presto l'autore di questo ennesimo, efferato, delitto.

L'AUTOPSIA DEL CADAVERE. Molte delle risposte arriveranno dall'autopsia affidata all'anatomopatologo Cristian D'Ovidio. Il medico legale esaminarà questa mattina il cadavere di Nicola Bucco, dopodichè emetterà una relazione nella quale verranno spiegate le cause del decesso del 53enne pescarese. 

IL QUINTO OMICIDIO. Il 20 febbraio scorso venne ucciso Italo Ceci, pentito dell'ex banda Battestini, con diversi colpi di pistola calibro 9. Poi, la notte del primo maggio, perse la vita il 24enne tifoso del Pescara, padre di una bimba di pochi mesi, Domenico Rigante: per quel delitto sono in carcere cinque rom del clan Ciarelli. Il 2 luglio scorso, al Ferro di Cavallo di Pescara, in via Tavo, venne ucciso con un colpo di pistola, sempre calibro 9, Tommaso Cagnetta, 42 anni, originario del foggiano. Infine, l'omicidio suicidio con protagonista il 72enne Antonio Di Martile che, probabilmente in preda ad un raptus di follia, ha esploso un colpo di fucile verso la badante, ferendola gravemente e, poi, la moglie prima di togliersi la vita. Era il 3 aprile del 2012. 

Redazione Independent

mercoledì 14 novembre 2012, 18:28

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