Gemellone guarderà Ciarelli

Omicidio Rigante - Il Pm vuole l'incidente probatorio per "cristallizzare" le prove. Decisivo il confronto all'americana

Gemellone guarderà Ciarelli

OMICIDIO RIGANTE, C'E' L'INCIDENTE PROBATORIO - La richiesta d’incidente probatorio (con il mezzo della ricognizione), avanzata dal Pm Salvatore Campochiaro, appare, allo stato delle prove raccolte (le testimonianze, la Fiat 500 Abart sequestrata, le impronte nella casa del delitto, oltre i capelli ed il sangue) una scelta processualmente obbligata. «L’incidente probatorio consentirà, infatti, di anticipare l’assunzione dei mezzi di prova, la cui formazione è normalmente delegata alla fase processuale. La Procura di Pescara intende, col contraddittorio delle parti e con tutte le garanzie proprie del dibattimento, “fermare” soprattutto il ricordo dei testimoni (il fratello gemello Antonio e quanti erano la sera del Primo Maggio dentro l'appartamento in via Polacchi, quando Domenico, 24 anni, venne freddato con un colpo di pistola al fianco), in modo che quelle facce e quelle sequenze vengano definitivamente cristallizzate, confluendo direttamente nel fascicolo del dibattimento», così ci spiega il penalista Fernando Iovino. Per questo terribile omicidio sono indagati in carcere Massimo Ciarelli (29) ed i suoi cugini, i fratelli Luigi (24), Angelo(23) e Antonio Ciarelli (23). L'accusa per tutti è omicidio, tentato omicidio, porto abusivo d'armi e violenza privata.

I TIMORI DEL PM - Evidentemente il P.M. Salvatore Campochiaro, teme anche che i testimoni potrebbero subire minacce ed intimidazioni da parte degli indagati o elementi vicini al clan degli indagati. «La ricognizione personale è - ha aggiunto Iovino - un mezzo di prova insidioso e statisticamente non sempre affidabile. Non di meno la presenza tra gli indagati (da riconoscere) di soggetti a loro somiglianti (c.d. birilli) potrebbe indurre in errore il ricognitore. Si tratta, pertanto, di una scelta necessaria, il cui insuccesso, però, avrebbe conseguenze di non poco rilievo». Il venir meno dei gravi indizi di colpevolezza potrebbe, nell’immediato, determinare la revoca o quantomeno la sostituzione - con misura meno afflittiva - della custodia cautelare attualmente in esecuzione. Naturalmente, in vista del processo, anche il quadro accusatorio ne risulterebbe sensibilmente indebolito. Ergo, è necessario che i testimoni (sembra che in casa fossero in nove) facciano la loro parte, così come gli inquirenti. Lo si deve ad una compagna ed una bambina, di soli 8 mesi, che vivrà il resto della vita senza il papà.

Reda Inde

martedì 05 giugno 2012, 15:42

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