Fusione ospedali Chieti-Pescara? Lorenzo Sospiri (FI) è sconcertato

Il capogruppo di Forza Italia critico verso l'idea del Governatore Luciano D'Alfonso: vuole un nuovo, gigantesco, ospedale

Fusione ospedali Chieti-Pescara? Lorenzo Sospiri (FI) è sconcertato
FUSIONE OSPEDALI CHIETI-PESCARA? SOSPIRI E' SCONCERTATO. Lorenzo Sospiri capogruppo in consiglio regionale per Forza Italia è sconcerato alla notizia che sarebbe imminente l'idea di fondere gli ospedali di Chieti e Pescara in un'unica, gigantesca, struttura. "È fuori da ogni logica - commenta Sospiri - la scelta di D'Alfonso e Paolucci di voler stanziare ingenti risorse per la costruzione di un nuovo nosocomio situato sul confine di Chieti e Pescara. D'Alfonso ha dichiarato di aver individuato “una Striscia di Gaza che consente ai pescaresi di vederlo pescarese e ai chietini di vederlo chietino”. Secondo il consigliere forzista in ballo ci sono i 450 milioni di euro previsti dalla Legge di Stabilità da destinare alla sanità, di cui 250 milioni già stanziati peraltro dalla Giunta guidata dal Presidente Chiodi. "La costruzione di nuovi 5 nuovi ospedali (Lanciano, Vasto, Avezzano, Sulmona e Giulianova) - ricorda Sospiri - è legata alle scelte operate dal Governo di centrodestra che trovano fondamento proprio nell’ex articolo 20 della Legge di Stabilità. Compito di chi amministra la Regione, in quanto i soldi del Governo sarebbero insufficienti, è riuscire a vendere i vecchi presidi ma a oggi non c’è traccia di possibili acquirenti. La domanda che sorge spontanea è: perché utilizzare quei fondi pubblici per costruire un nuovo nosocomio in una zona che vanta già due ospedali, invece di pianificare prioritariamente interventi per strutture, come il San Massimo di Penne, per le quali tra l’altro i soldi sarebbero disponibili?" D'Alfonso ha replicato, in diretta Rai, che è un'indicazione del Governo nazionale ridurre il numero dei presidi ospedalieri sull territorio attraverso la concentrazione di quelli che sono vicini per competenze e territorialità. Ma per Sospiri resta "un investimento a dir poco insensato e contraddittorio" e "se si profilasse la costruzione di un nuovo grande ospedale: gli uffici amministrativi sarebbero ubicati ben distanti dal nosocomio, cadrebbero così le motivazione addotte per questo esoso intervento e a quel punto gli oltre 3 milioni di euro sarebbero un investimento a dir poco illogico”. 
Redazione Independent

venerdì 23 gennaio 2015, 14:14

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