Fli coerente, Udc indecifrabile

Abruzzo. I "futuristi" sono all'opposizione dove c'è la maggioranza Pdl. I "casinisti" invece stanno con tutti

Fli coerente, Udc indecifrabile

FLI COERENTE, UDC INDECIFRABILE. IL "CASO" ABRUZZO. Ogni volta che chi sovrappone il quadro politico nazionale a quello locale - prendendo, ad esempio il "caso" dell'Abruzzo - ci viene in mente Antonio Di Pietro. « Ma che c'azzecca?», direbbe il "Tonino" nazionale utilizzando il suo celeberrimo motto. Peccato che proprio gli uomini dell'Italia dei Valori sono prova di scarsa coerenza in Abruzzo, almeno stando allo scenario politico nazionale. Ma non è di ciò che vi vogliamo parlare; e lasciamo il magistrato molisano a riflettere sulle drammatiche conseguenze provocate da Milena Gabanelli e Report. Ciò che ci colpisce - e non è una novità - è la totale mancanza di coerenza dei "casinisti" dell'Unione di Centro (Udc) che in Abruzzo sono "alleati" praticamente con tutti i partiti. Discorso diverso, invece, per i nemici giurati di Silvio B., i "finiani" di Futuro e Libertà, che in regione sono all'opposizione dove c'è una maggioranza baciata dal Popolo delle Libertà. Ma Fini e Casini, bolognesi doc, che c'entrano? riescono a decifrare, almeno loro, quello che succede nella "terra dei pastori e dei poeti"?

ESEMPI? A BIZZEFFE. Futuro e Libertà è più facile: sostiene maggioranze in tre comuni abruzzesi, guidati da coalizioni di centrosinistra (Avezzano, Montesilvano e Spoltore). Anche in questo caso - va detto - l'anomalia c'è: che "c'azzecca" Fini con Bersani o, addirittura, con Vendola è un mistero che neanche quello custodito dalla "pastorella" di Fatima. Ma l'Udc è fenomenale, batte tutti in capacità di trasformismo camaleontico, pur di adattarsi agli scenari di potere. In Regione Abruzzo sostiene la maggioranza del "Governator" Chiodi. Nelle province, manco a dirlo, c'è il dimissionario Di Giuseppantonio sostenuto dai "berluscones". Nei comuni, poi, il top: ovunque si Governa ci sono gli uomini con lo "scudo crociato" tatuato sul petto. Ad esempio: nel capoluogo adriatico (Pescara) il sindaco Mascia è disperato e non sa più come affrontare i continui "maldipancia" in seno alla sua maggioranza. Da ultimo, tanto per chiudere in bellezza, il caso della città ducale di Atri, in provincia di Teramo, dove gli scudocrociati saranno nella coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni amministrative con Pd e idv. Insomma, decifrare l'Udc non è impossibile.

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giovedì 03 gennaio 2013, 13:48

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