Fedeli al livore

Sintesi e dinamica dell' odio mirato e sistematico

Fedeli al livore

FEDELI AL LIVORE. Sono soggetti, bersagli di ossessioni, su cui si concentrano le frustrazioni e le ire dei sovranisti, sono persone su cui si cimentano infaticabili le dita di odiatori.

Fomentati, guidati ad arte per rendere qualcuno oggetto del loro sfogo. Istigati a credere di essere vittime di un abuso a beneficio altrui, privati di qualcosa, derubati di un qualche diritto, bene o vantaggio.

Le accuse più becere, le illazioni, il non suffragato sospetto verso astratti soggetti. Il forzato, quanto infondato dubbio, verso altri “loro”, i migranti. Nell’immaginario dei racconti sovranisti: i violenti, gli usurpatori, i criminali, e non di rado anche “animali” oppure “bestie”.

Sono slogan, ben noti da anni, corredati da video e/o immagini, prive di reale riferimento, gettate in pasto alle masse con descrizioni fuorvianti o provocatorie con un solo fine: alimentare scontento e disagio. Non ha importanza che si tratti di pochi secondi di un video, privi di fondamento ed estrapolati da altri contesti; una foto tagliata ad arte o datate statistiche prive di un’analisi. La “fidelizzazione dell’odio” si nutre di questo: ottenere risposta immediata, una reazione istintiva e incontrollata a prescindere dalla verità. Perché quella reazione, spesso sguaiata, è quello che alimenta in modo sistematico l’ego sovranista. E quella risposta continuerà a persistere, per mero orgoglio, in chi ha colto come verità assoluta una notizia priva di veridicità. Non conta che la notizia sia stata smentita dai fatti, si deve difendere quella narrazione, e per farlo è necessario screditare con l’attacco personale, l’offesa e l’insulto; chi ha privato o minacciato il “sovranista praticante” della sua incrollabile fede. Difficilmente chi ha creduto e reagito a una falsa notizia accetterà di essere stato ingannato proprio da chi stima, la sua negazione alla verità e all’analisi non saranno altro che la volontà di non ammettere la propria ingenuità e come questa sia stata usata.

I loro bersaglio sono: Caponnetto, Boldrini, Berizzi, Rackete, Strada; così come lo è, contro ogni logica, Maradona non appena si è spenta la sua tormentata vita; lo testimoniano livorosi post privi di rispetto per la morte o per il dolore. Oltre a loro, vittima dell’odio può esserlo un qualsiasi amico/a che dissente dall'informazione perversa che diffonde odio, che insinua dubbi privi di logica per condurre una battaglia ideologica priva di basi, una battaglia nella quale la pancia prevale sulla comprensione e l’intelletto.

N.O.

mercoledì 02 dicembre 2020, 11:01

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