Estorsioni tramite video-chat, Polizia: «Fenomeno in aumento»

’ultima vicenda risale a ieri quando un imprenditore di 45 anni si è presentato negli uffici della Polizia Postale per denunciare una camgirl

Estorsioni tramite video-chat, Polizia: «Fenomeno in aumento»

ESTORSIONI ON LINE: FENOMENO IN PAUROSO AUMENTO. L’ultima vicenda risale a ieri quando un imprenditore di 45 anni si è presentato negli uffici della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Pescara per denunciare di essere stato vittima di richieste estorsive. "Ma prima di lui - ricordano dalla polizia - ci sono stati ragazzi, pensionati e uomini in carriera". Stiamo parlando delle estorsioni on-line, un fenomeno criminale che non conosce confini e che è in costante aumento.

COME FUNZIONA LA TRAPPOLA? Di solito i protagonisti delle trappole contattano le vittime attraverso chat e servizi di messaggeria immediata (messenger) e dopo averli indotti a mostrarsi alla webcam in “esibizioni” sessuali chiedono all'interlocutore di versare del denaro per evitare che la registrazione, avvenuta a loro insaputa, venga divulgata su internet o trasmessa ad amici e parenti. I ricattatori si presentano con le sembianze di avvenente ragazze che contattano le vittime attraverso siti di incontri “per cuori solitari” o attraverso un falso profilo sui social network più in voga (come Facebook).

NON BASTANO PIU' GLI SCREENSHOT. Ecco allora che le conversazioni e le foto postate su Facebook, screenshottate, non bastano più, per cui i contatti si spostano su servizi di messaggistica istantanea come ad es. Skype. Dall’altra parte dello schermo compare finalmente la ragazza in carne e ossa, naturalmente bellissima e con indumenti provocanti ovvero completamente nuda che si cimenta in atti di autoerotismo. L’intento è quello di convincere l’uomo di turno ad accendere la webcam e a denudarsi per prendere parte alle attività erotiche “virtuali”.
Alla persona presa di mira viene infatti chiesto di versare una determinata somma di denaro (tramite specifici servizi di trasferimento di denaro all’estero (es. Western Union, MoneyGram), minacciando di pubblicare il video e/o le immagini in internet (es. Youtube) oppure di inviarli ai suoi contatti Facebook. Per avvalorare la minaccia e mandare nel panico la vittima, l'autore le dimostra quello che sarebbe capace di fare: invia l'elenco delle amicizie (Facebook o altro social network) del malcapitato oppure invia il link di Youtube su cui è stato momentaneamente pubblicata, in forma privata, la registrazione.

LA FINTA MINORENNE DALL'AFRICA. In alcuni casi, per incutere maggior timore, l'estorsore sottolinea il fatto che la ragazza che interagisce dall'altro capo della webcam è minorenne e che in caso di mancato pagamento della somma richiesta verrà presentata denuncia per pedofilia o comunque avvisata la Polizia di Stato o l’Autorità Giudiziaria.  Di norma si tratta di cittadini di origini africane che si esprimono in francese o inglese. Negli ultimi tempi è stata constatata la comparsa di autori/autrici che si esprimono in francese ma che operano dal Marocco e dalla Costa d’Avorio, località verso le quali viene richiesto di inviare il denaro.

FENOMENO IN CRESCITA. MASCHI IN PERICOLO. L’allarme parte dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Pescara che negli ultimi mesi vede dilagare il fenomeno delle estorsioni a sfondo sessuale. "Di storie come quella appena descritta - spiegano - il web è pieno. Numerosi sono gli episodi raccontati dalle stesse vittime e le raccomandazioni “girano” pure su Facebook.  La mancanza di inibizione dinnanzi alla webcam tipica dei rapporti “virtuali”. L’imprudenza e l'eccessiva fiducia verso gli altri accompagnate ad una apparente intimità e “sicurezza” domestica, giocano un ruolo fondamentale. Il danno all'immagine derivato dalla messa in atto delle minacce, pone le basi per far si che la vittima sia tentata dall’effettuare i pagamenti di denaro.  E’ ovvio che il pagamento non garantisce che il video, le immagini o la conversazione compromettente vengano effettivamente distrutti; pertanto la vittima corre il rischio di essere nuovamente contattata anche telefonicamente o a mezzo sms e sottoposta ad ulteriori pressioni ll consiglio è quello di non dare seguito alle richieste ed interrompere la comunicazione".

Redazione Independent

mercoledì 01 ottobre 2014, 12:54

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