Espresso. Inchiesta o bluff?

Scoperte in Costa Rica 13 società intestate all'autista. Grillo smentisce il settimanale: «Ecofeudo non esiste»

Espresso. Inchiesta o bluff?

UNA BUFALA L'INCHIESTA DELL'ESPRESSO? Il settimanale di De Benedetti, oggi in edicola, in copertina riporta la foto di Grillo con accanto il suo autista Walter Vezzoli e sotto, il titolo dell'articolo pubblicato all'interno "L'autista, la cognata e il Costa Rica". Nell'inchiesta si punta il dito su Walter Vezzoli, che a Grillo fa da angelo custode, da guardiaspalle e da autista. La rivelazione del settimanale è destinata a colpire, come un pugno nello stomaco, tutti coloro che hanno votato per il M5S perché rivela che «L'ombra (Vezzoli n.d.) di Grillo, amministra 13 società quasi tutte con base a Santa Cruz, una delle sette province del Costa Rica». Quattro di esse hanno la forma giuridica di "sociedad anonima", qualcosa di simile alle nostre società per azioni, la cui forma giuridica consente di nascondere l'identità dei soci. Una di queste si chiama "Armonia Parvin S.A" e guarda caso Parvin è il nome della moglie di Grillo. La presidente poi è la cognata di Grillo e Vezzoli il segretario. C'è poi un altro amministratore Enrico Cungi, coinvolto in una storia di narcotraffico che però non ha riportato condanne penali. I tre giornalisti dell'Espresso, riferendosi alle società, scrivono: «13 società aperte in Costa Rica, per compiere operazioni immobiliari, investimenti, costruzioni, incluso il progetto per un resort di lusso».

ECOFEUDO E' IL NOME DEL RESORT DA 30 ETTARI. Una di queste società ha in progetto la costruzione di un resort di 30 ettari. Per l'Espresso «a giudicare dalle foto pubblicate Ecofeudo (il nome del resort n.d.), non sarà un villaggio popolare». Il giornale sottolinea pure che Costa Rica è un paese con bassa trasparenza in fatto di società commerciali e di bilanci, tanto da essere stato inserito dal nostro Tesoro nella black list dei paradisi fiscali. Insomma in questa inchiesta ci sono tutti gli ingredienti per gettare una cattiva luce sul collaboratore del comico genovese e di riflesso anche sul fondatore del movimento.

VEZZOLI E IL PROGETTISTA DI ECOFEUDO SMENTISCONO. In un'intervista al "Fatto Quotidiano", VezzolI chiarisce che lui in Costa Rica ci viveva e lavorava, non solo ma lì è cresciuto suo figlio. Ha infatti dichiarato «In Costa Rica è cresciuto mio figlio, io ero il proprietario di una discoteca: dove avrei dovuto registrare le società? A parte che non ho un centesimo, non c'era niente da scudare. Perché lì lavoravo e avevo progetti». A smentire l'Espresso interviene su Facebook anche Simone Pennino, progettista e grafico del progetto Ecofeudo dichiarando «l'intenzione era fare un ospedale e dare un lavoro ai villaggi in Costa Rica che sono minacciati quotidianamente dalle multinazionali del turismo che devastano con il cemento zone naturali incontaminate». Pennino continua dicendo che «ecofeudo non esiste questa è la più grande gaffe che si potesse fare». Si può anche essere d'accordo con Vezzoli e Pennino sostenendo che stavolta il prestigioso settimanale abbia preso una cantonata, ma un dubbio resta da chiarire e cioè: a che scopo costituire ben 13 società e per quale attività svolgere?

 

Clemente Manzo

sabato 09 marzo 2013, 10:47

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