Esame Maturità per 10.898 studenti abruzzesi. Giorgio Caproni tra le tracce d'italiano

Oltre al poeta nato a Livorno anche la natura, i robot e la ricostruzione. Il testo della lirica "Versicoli quasi ecologici"

Esame Maturità per 10.898 studenti abruzzesi. Giorgio Caproni tra le tracce d'italiano

ESAME DI MATURITA PER 10.898 STUDENTI ABRUZZESI. Sono 10.898 gli studenti abruzzesi che sosterranno gli esami di Stato, al via con la prima prova di italiano. Del totale, 3.284 alunni sono nella provincia di Chieti, 2.993 in quella di Pescara, 2.397 nell'Aquilano e 2.224 nel Teramano. Lo rende noto l'Ufficio scolastico regionale per l'Abruzzo. I candidati interni sono 10.575 (3.195 Chieti, 2.897 Pescara, 2.342 L'Aquila, 2.141 Teramo), mentre quelli esterni 323 (96 Pescara, 89 Chieti, 83 Teramo, 55 L'Aquila). Le commissioni, per l'anno scolastico 2016-2017, sono 285: 84 nel Chietino, 74 nel Pescarese, 67 nell'Aquilano e 60 nel Teramano.

LE TRACCE DEL TEMA D'ITALIANO. Ecco le tracce: Giorgio Caproni è l'autore per l'analisi del testo. E' lirica "Versicoli quasi ecologici"  (1972, tratta dalla raccolta Res Amissa) il testo di Caproni sul quale dovranno cimentarsi i maturandi per l'analisi.  "La natura tra minaccia e idillio nell'arte e nella letteratura"per il saggio breve in ambito artistico-letterario. Immagini di quadri di William Turner e Giuseppe Pellizza da Volpedo e versi di Pascoli nei documenti allegati. 
Poi, per il saggio breve socio-economico, la robotica e nuove tecnologie nel mondo del lavoro, da uno dei testi di Enrico Marro, articolo da IlSole24Ore.  Disastri e ricostruzione per il saggio storico-politico.  Tema storico: "Il miracolo economico italiano", citazioni da Piero Bevilacqua da "Lezioni sull'Italia repubblicana" e da Paul Ginsborg da "Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi". 
Il progresso è al centro del tema di attualità partendo da una citazione di Edoardo Boncinelli ("Per migliorarci serve una mutazione"). 

"VERSICOLI QUASI ECOLOGICI" "Versicoli quasi ecologici" di Giorgio Caproni (raccolta Res Amissa)

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra. 

 

Redazione Independent

mercoledì 21 giugno 2017, 16:13

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