Emergenza umanitaria. Altri "disperati del mare" al Villaggio della Speranza

Contrario Di Primio: «Chieti ha già dato». Ma a Lampedusa i centri d'accoglienza sono pieni e toccherà alle suore gestire questo "carico umano"

Emergenza umanitaria. Altri "disperati del mare" al Villaggio della Speranza

EMERGENZA UMANITARIA A CHIETI: IN ARRIVO CENTINAIA D'IMMIGATI DA LAMPEDUSA. L'Italia continua a rappresentare un miraggio per le migliaia di "disperati del mare" che a bordo di vere e proprie bare galleggianti provano ad attraversare il Mediterraneo nella speranza di sottrarsi ad un destino di morte. A Lampedusa, i centri di prima accoglienza sono al collasso così anche il resto del Paese, dato che l'Europa dorme, non può esimersi dal dare il proprio contributo umanitario. L'Abruzzo, in particolare la provincia di Chieti, è stata negli ultimi tempi molto attiva sul fronte delle emergenze e, nonostante le polemiche politiche su chi vuole e chi no gli immigrati richiedenti asilo politico e le difficoltà oggettive, la collettività teatina sta facendo la sua parte. 

Già lo scorso maggio le suore del Villaggio della Speranza di Brecciarola, individuato dalla Prefettura come idonea, avevano alloggiato 80 immigrati provenienti dall'Africa. All'ennesima emergenza, però, Suor Ada disse: «Siamo al collasso. Adesso basta». Parole oggi ripetute Suor Vera dell'ordine delle Figlie dell'Amore di Maria e Gesù, che teme di non poter gestite il nuovo carico di esseri umani come sembrerebbe essere disposto dall'ultimo vertice in prefettura a Chieti.

C'é anche da registrare la ferma posizione del sindaco di Chieti Umberto Di Primio che ha detto che «la città di Chieti non é più disposta ad accogliere ulteriori immigrati. Quello che potevamo fare l'abbiamo fatto ora siano altri a dare il loro contributo.." Dunque i nuovi arrivi come saranno gestiti?: "Non sono problemi che mi riguardano, la struttura del Villaggio della Speranza é ormai al collasso, se esistono alberghi o pensioni, ma preciso, non sul territorio comunale di Chieti, piuttosto nella Provincia, ben vengano. Noi abbiamo già dato».

Ma quali sono le alternative? Nel mondo ci sono guerre e disperazione e la speranza di una vita migliore non può essere fermata in nessun modo. Anche noi italiani, che partiamo da condizioni diverse, stiamo lasciando le nostre case per sottrarci alla povertà. La vità è dura. Restiamo umani.

Il Sub

lunedì 11 agosto 2014, 12:58

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