Emergenza lavoro in Val Pescara. Italcementi minaccia la chiusura

L'azienda di Scafa vanta ancora concessioni minerarie sul territorio. Rischiano il posto di lavoro70 operai

Emergenza lavoro in Val Pescara. Italcementi minaccia la chiusura

EMERGENZA LAVORO IN VAL PESCARA: ITALCEMENTI MINACCIA LA CHIUSURA. E' ancora emergenza occupazione nella Val Pescara dove la Italcementi, proprietaria delle cementeria di Scafa e che vanta concessioni minerarie nel territorio, starebbe pensando di chiudere lo stabilimento in vista della ristrutturazione aziendale. Nel sito lavorano circa 70 operai e, dunque, il costo sociale di una simile dismissione sarebbe disatroso.

Il Consigliere regionale del M5S, Leandro Bracco, ha presentato una risoluzione urgente per difendere i livelli occupazionali dell’area industriale di Scafa. “Nei terreni interessati dalle concessioni minerarie – osserva il Consigliere regionale Leandro Bracco – ci sono emergenze di natura storica, come le antiche miniere di asfalto, alcune in buono stato di conservazione, ma purtroppo oggi completamente abbandonate. Sempre all'interno  di queste concessioni ci sono luoghi di notevole interesse archeologico e naturalistico e la società Italcementi è proprietaria di terreni e abitazioni che potrebbero essere sfruttati da un punto di vista turistico e agrituristico. A tal fine – propone Bracco – si potrebbe operare una riconversione dell'attività di produzione di cemento in attività finalizzate al turismo e alla valorizzazione ambientale, anche allo scopo di garantire agli operai del cementificio, attualmente 67, una ricollocazione nel mercato del lavoro, oltre che a dare un nuovo tipo di sviluppo ecocompatibile ai territori interessati, dopo un massiccio sfruttamento delle risorse naturali durato più di due secoli”. Il Consigliere del M5S, infine, chiede alla Giunta regionale “la convocazione di un Tavolo Istituzionale con le organizzazioni sindacali, i Comuni interessati (Scafa, Lettomanoppello, Manoppello, San Valentino, Roccamorice, Abbateggio e Turrivalignani), gli Assessorati di competenza e la Società Italcementi, per la predisposizione di un progetto e di un programma operativo, nell'ambito della Programmazione dei fondi comunitari 2014-2020, al fine di una riconversione produttiva che favorisca lo sviluppo economico del territorio interessato”.

Sempre nella risoluzione, Bracco chiede di “rilanciare con forza, presso il Governo nazionale, la vertenza del "SIN (Sito di interesse nazionale)" di Bussi sul Tirino, sia al fine di una bonifica complessiva dei terreni inquinati, sia al fine del rilancio economico ed occupazionale”

Redazione Independent

venerdì 13 febbraio 2015, 11:53

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