Emergenza Covid. La Regione Abruzzo boccia i buoni spesa: "Sono umilianti"

Il Governo Italiano ha stanziato 400milioni per supportare le famiglie in difficolta'. Questo denaro verra' gestito direttamente dai Comuni

Emergenza Covid. La Regione Abruzzo boccia i buoni spesa: "Sono umilianti"

EMERGENZA COVID. LA REGIONE BOCCIA I BUONI SPESA. Nel far fronte alla crisi economica e sociale causata dalle misure restrittive per contrastare la diffusione dei contagi da Coronavirus, il Governo italiano, nelle predisposizioni di un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha stanziato 400Milioni di Euro destinati a quei cittadini che in questo periodo stanno avendo difficoltà nel fare la spesa. Di fatto questi soldi sono in aggiunta ai 4,5 miliardi di euro del Fondo di Solidarietà Comunale che lo stato ha deciso di versare in anticipo rispetto al prossimo mese di maggio nelle casse degli ottomila comuni d’Italia. Trattasi di un intervento urgente emanato attraverso uno ‘schema di ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile’. Il criterio di calcolo adottato per l’assegnazione e la ripartizione dei fondi in oggetto tiene conto del numero di abitanti dei singoli territori e della distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun comune e il valore medio nazionale.

La Regione Abruzzo ha espresso parere negativo sullo schema di Ordinanza del Capo della Protezione Civile con il quale si distribuiscono ai Comuni 400 milioni per distribuire beni alimentari alle fasce deboli della popolazione. Per il Presidente Marsilio si tratta di “risorse scarse, distribuite tramite i Comuni (che si vedranno aggravare il carico delle attività amministrative e burocratiche in un momento in cui la maggior parte dei Comuni è già messa a dura prova) e con modalità che rischiano di essere persino umilianti. Non è il tempo di distribuire buoni-spesa o pacchi alimentari. Penso che le risorse debbano essere accreditate direttamente sui conti correnti delle famiglie in difficoltà, di tutti quei soggetti costretti a rimanere senza lavoro e senza reddito, senza burocrazia e senza indugio. Anche il fondo di 4,3 miliardi girato ‘subito’ da Conte ai Comuni è in verità una somma già esistente in Bilancio, che lo scorso anno venne accreditato nelle stesse modalità e negli stessi tempi ai Comuni stessi, con il quale i Comuni già affrontano la ‘normale’ marginalità sociale. La crisi apocalittica che stiamo vivendo ha bisogno di nuove risorse e di numeri imponenti, non si combatte con piccoli interventi e timide anticipazioni”.

Redazione Independent

lunedì 30 marzo 2020, 12:19

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