Elettrodotto Villanova-Gissi. Guerra tra cittadini e il colosso Terna

Il Coordinamento "No Elettrodotti" sottolinea il problema del rischio idrogeologico e dell'interramento. Si chiede un nuovo iter burocratico

Elettrodotto Villanova-Gissi. Guerra tra cittadini e il colosso Terna

ELETTRODOTTO VILLANOVA-GISSI: GUERRA FREDDA TRA CITTADINI E TERNA. E' ancora guerra aperta tra i cittadini e la società Terna, operatore di reti per la trasmissione di energia elettrica incaricata della costruzione dell'elettrodotto Villanova- Gissi. Il fronte del No, che ogni giorno vede ingrandire le sue fila, sottolinea il problema del rischio idro-geologico che non sarebbe stato preso in considerazione durante la procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale). Nello specifico la documentazione non sarebbe mai arrivata e di conseguenza sarebbe stato impossibile per i comuni contestarne il contenuto ed avvalersi della tesi di pericolo per la sicurezza. L'obiettivo del Coordinamento "No Elettrodotti" è la ripetizione dell'iter burocratico che, inevitabilmente, allungherebbe i tempi di realizzazione dell'opera già autorizzata da tre Ministeri: Infratrutture, Ambiente e Sviluppo Economico.

IL PROBLEMA DEI SITI CONTAMINATI E DELL'INTERRAMENTO. Il progetto, secondo il fronte del No, occuperebbe inoltre ben cinque siti potenzialmente contaminati e sarebbe sostanzialmente cambiato in corso d'opera. "I cantieri - scrivono quelli del Cooordinamento - sono già stati avviati ancor prima di ottemperare alle prescrizioni del Decreto di V.I.A. I risultati dei monitoraggi ambientali non sono pubblicati, come prevede la legge, ed il progetto iniziale promosso da Terna, comprendeva l'utilizzo di sostegni del tipo “tralicci”, trasformatesi successivamente in corso d'opera in sostegni di tipo “monostelo” alterando in questo modo la valutazione di impatto ambientale, visto che tale procedura comporta l'utilizzo di elicotteri per l'installazione delle strutture". Il colosso dell'energia respinge, naturalmente, ogni tipo di accusa puntando il dito, invece, sugli speculatori che vorrebbero più denaro per le espropriazioni. Chi ha ragione?

M.T.

 

mercoledì 17 dicembre 2014, 16:10

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