Edilizia. Codice rosso

Peggio soltanto nel 2000: persi 10mila posti, chiuse centinaia di imprese. Gli operatori chiedono un patto

Edilizia. Codice rosso

ABRUZZO. TEMPI AMAR PER L'EDLIZIA. Tempi amari per uno dei settori trainanti dell'economia italiana e, naturalmente, abruzzese: quello delle costruzioni. Giorni fa pubblicammo un'indagine dell'osservatorio del mercato immoblilare che registrava l'andamento dei prezzi delle case negli ultimi sei mesi e delle compravendite. Manco a dirlo il segno predominante è stato quello del meno: un calo significativo in tutte e quattro le province dell'Abruzzo. Dunque, non desta alcuna meraviglia l'allarme lancianto dagli stati generali abruzzesi dell'edilizia (Ance, Cna costruzioni, Apiedil, Confartigianato, Acai, Casartigiani, Upaclaai, Lega coop, Confcooperative, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil Abruzzo) che denuncia una situazione ormai non più sostenibile. La produzione è ai livelli del 2000, con la perdita di circa 10mila occupati e la chiusura di moltissime imprese. In Abruzzo l'edilizia rappresenta il 10% degli occupati.

SERVE UN PATTO PER L'EDILIZIA. Nell'assemblea è stato chiesto ai rappresentanti del parlamento  un Patto per l'edilizia, che abbia tra le sue finalità oltre al rilancio del settore, anche il monitoraggio delle opere pubbliche e private, per controllare periodicamente lo stato di realizzazione ed il rispetto della tempistica programmata; la realizzazione di una mappatura completa di tutte le opere già finanziate ed immediatamente cantierabili, per poter velocizzare l’avvio e la conseguente apertura dei cantieri; la programmazione di nuove opere pubbliche e la velocizzazione della macchina burocratica

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